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La pittura preromantica
Il pittore americano John Singleton Copley (1738-1815) rappresenta con meticolosa cura un episodio effettivamente accaduto, in un'opera che gli è stata richiesta dallo stesso protagonista, "Watson e lo squalo" (1778, Fondo Ferdinand Lammot Belin). L'opera descrive la triste storia di un bambino quattordicenne che, attaccato da uno squalo perde il piede destro: il sangue che colora l'acqua, i compagni che cercano di salvarlo, il bambino che non riesce a prendere la cima (fune) lanciata da un indiano e lo squalo che viene arpionato, in un contesto fra orrore ed eroismo. Quella dello squalo appartiene a una tematica realistica ben precisa, ma è anche l'incarnazione delle forze tenebrose della Natura, con le quali l'uomo può entrare in conflitto, dovendo superare certe difficoltà che spesso lo sconfiggono. Anche Jean-Louis-Théodore Géricault (1791-1824), si dedica alla rappresentazione di un episodio reale accaduto agli inizi dell'Ottocento: la raffigurazione della "Medusa", una fregata della Marina francese che affonda ed una nave che naviga al largo delle coste senegalesi, un fatto che suscita un forte clamore nel 1816. Nella Zattera della "Medusa", Géricault rappresenta uno dei momenti più strazianti della disgrazia: il profilarsi all'orizzonte di una nave in allontanamento, mentre i naufraghi la osservano scoraggiati, ma ancora con un briciolo di speranza sventolano due stracci (bianco e rosso). Vengono così negate l'opportunità della salvezza, di un modo di vivere diverso, di un desiderio. Tutte queste cose risultano in contrasto con i colori scuri e bituminosi della vernice adoperata per dipingere il mezzo sollevato dalle onde, gli spruzzi d'acqua si evidenziano nei primi piani ed corpi sono straziati dalla pena e dal cedimento. Nel ragazzo che indossa ancora le calze si mette in evidenza anche il realismo dell'opera. Si presuppone che per la raffigurazione della straziante scena, Gericault abbia impiegato anche cadaveri veri. Ecco che scaturisce una nuova tensione emotiva, pressoché religiosa, quella delle vittime. Géricault presenta la Zattera della "Medusa" nel 1819 provocando grosse polemiche che dureranno nel tempo.
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