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Antonello da Messina: San Sebastiano (di Dresda).
Per quanto riguarda la citazione del Sansovino, però, è assai verosimile che ci fosse stata un'inversione di nominativi dei due artisti, riferendo tale errore ad un semplicissimo "lapsus calami", e pensare invece che Antonello avesse effettivamente realizzato entrambe le pitture con l'aiuto del figlio "Pino". La stesura pittorica del San Cristoforo, di cui non si è saputo più nulla, si suppone che dovesse riprendere e conlcudere il motivo architettonico descritto nel fondo della tavola in esame (San Sebastiano a sinistra della scultura lignea di san Rocco, e San Cristoforo sulla destra). Non si conoscono le cause per le quali il complesso fu rimosso dall'altare. Si sa tuttavia che il dipinto di San Sebastiano viene menzionato già dal 1654 negli elenchi della nota collezione Arundel, che si forniva soprattutto di opere di fonte veneziana, alla quale apparteneva anche una scultura lignea rappresentante un "San Rocco" (fonte: Cust, "BM" 1911). Più tardi il San Sebastiano passò nella collezione Imstenraedt e poi - con attribuzione al Giambellino - al palazzo di Omütz. Nella vendita Hussian di Vienna venne acquistato da J. C. Endris che, nel 1873, lo cedette alla Staatliche Gemäldegalerie di Dresda, la sede attuale.
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