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L'opera, che in precedenza si
trovava nella chiesa dell'ospedale di Santa Maria Nuova a
Firenze, era dedicata a Sant'Egidio. L'"Incoronazione della
Vergine" è citata dalle antiche fonti a partire da Antonio
Tucci Manetti (Firenze, 1423? – 1497?). Alla pala è possibile
che siano riconducibili, come facenti parte della predella, le
raffigurazioni dello "Sposalizio ..." e dei "Funerali della
Vergine" (entrambe di 19 x 50-1 cm., Museo di San Marco); meno
probabile sembra l'ipotesi di collegare a detta predella alla "Imposizione
del nome al Battista", anche se abbastanza congruente nello
stile (Berti, Catalogo della mostra, 1955). L'assegnazione
dell'opera all'artista, più o meno unanime, non ha mai portato a
grandi dibattiti tra gli studiosi: fanno eccezione le ipotesi di
Wurm, Van Marle e Pope Hennessy, i quali riconoscono nella
stesura la mano di scolari (Wurm) e di Zanobi Strozzi (Van Marle
e Pope Hennessy).
Per quanto riguarda la cronologia, vengono
indicate datazioni molto diverse: dal 1425 (Muratoff, 1929) al
1440 (Collobi Ragghianti, nelle edizioni "CA" del 1950 e 1955).
Più verosimile sembra essere quella relativa al periodo
1430-35. |