|
|
La pala venne realizzata per la
chiesa di San Domenico a Cortona, dove vi rimase fino ai primi
dell'Ottocento, quando fu trasferita nel Museo diocesano -
all'epoca, chiesa del Gesù - l'attuale sede. Il complesso
pittorico fu citato dal Marchese (1845) e dal Cavalcaselle, i
quali ne rimarcavano con fermezza l'autografia dell'artista,
considerando soprattutto lo stile, assai vicino a quello della "Pala
di Perugia". Tutti gli studiosi convergono nell'assegnazione
dell'opera all'Angelico sulla generalità delle stesure
pittoriche, pur riconoscendo la partecipazione di collaboratori
nelle rappresentazioni della predella. Wurm (1907) invece
attribuisce l'intera opera ad un allievo dell'artista, che l'ha
realizzata sotto la sua diretta supervisione. Per quanto
riguarda la cronologia dell'impianto, le date avanzate dagli
studiosi sono abbastanza divergenti: dal 1428 (Pope-Hennessy) al
1438 (Mario Salmi). Più accettabile, invece, l'ipotesi di Berti
(1967) che, in considerazione della struttura architettonica e
dell'impianto prospettico, propone una datazione corrispondente
al periodo successivo al tabernacolo dei Linaioli, intorno al
1433-34.
L'Annunciazione misura 150 x
180 cm.. e la raffigurazione potrebbe essere stata tratta da una
Annunciazione del Masaccio, ormai andata perduta (Longhi, 1940).
La predella comprende due
scomparti di piccole dimensioni, posti ai lati (23 x 14 cm.), in
coincidenza dei pilastri laterali, e una successione di
narrazioni della Vergine, raffigurate in continuità lungo tutta
la superficie dell'ancona (23 x 183 cm.). Le "Storie" sono così
disposte: la "Nascita della Vergine", lo "Sposalizio della
Vergine", la "Visitazione", la "'Adorazione dei Magi", la
"Presentazione di Gesù al tempio", i "Funerali della Vergine",
"La Vergine consegna l'abito dell'Ordine a San Domenico". La
critica ufficiale ammette all'unanimità interventi di
collaborazione.
|