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Sull'identità dell'effigiata c'é sempre stata
confusione, e le ipotesi formulate hanno trovato sempre delle valide
contro ragioni: tra le varie supposizioni emergono nomi di
personaggi come Clarice Orsini, Simonetta Vespucci, Fioretta Gorini
ed altre ancora. Per quanto riguarda l'assegnazione dell'anno di
realizzazione, in generale, c'é molta convergenza verso una data che
si aggira intorno al 1475, con l'eccezione di alcuni grandi
studiosi, tra Schmarsow che la ritarda al 1981, Ulmann al 1482, e
Bode al 1490. L'attribuzione autografica del dipinto al Botticelli è
sostenuta dalla maggior parte della critica ufficiale che si è
pronunciata nell'arco dei secoli, tra i quali Cavalcaselle,
l'Ulmann, lo Schmarsow, il Bode, Adolfo e Lionello Venturi (padre e
figlio entrambi studiosi d'arte), il Bettini, van Marle, Mesnil, il
Ciaranfi Chastel, Francini e Salvini; la respingono Milanesi (1879),
Berenson (ipotizzando nel 1899 l'"Amico di Sandro", nel 1932, il
Ghirlandaio) il Morelli, l'Horne che l'assegna alla scuola del
Botticelli, Yashiro che lo definisce un'imitazione.
Se si osservano i ben definiti particolari del viso
ci sembrerà strano vedere la mano sinistra nascosta da una manica
spropositatamente lunga. Probabilmente non era intenzione
dell'artista nasconderla e, inoltre, si sa per certo che la
composizione venne ridipinta in alcune zone.
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