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Sull'opera: "Natività mistica" è un dipinto autografo
di Alessandro Filipepi detto il Botticelli, realizzato con tecnica a
tempera su tela nel 1501, misura 108,5 x 75 cm. ed è custodito nella
National Gallery di Londra.
Sulla parte alta della tela stanno i cartigli con le
scritte "Gloria in excelsis Deo" e "Pax hominibus" (come dal
Vangelo secondo Luca); inoltre, ripartita su tre righi, si
legge la scritta in greco "Questo dipinto, sulla fine dell'anno 1500
(nello stile fiorentino significa inizio del 1501), durante i
torbidi d'Italia, io, Alessandro, dipinsi nel mezzo tempo dopo il
tempo, secondo l''XI di san Giovanni nel secondo dolore
dell'Apocalisse, nella liberazione di tre anni e mezzo del Diavolo:
poi sarà incatenato nel XII e lo vedremo ... (parola illeggibile per
erosione del tempo o da incauta conservazione, che potrebbe essere
sostituita da "calpestato" o "precipitato") come nel presente
dipinto".
L'aver accennato ai "torbidi d'Italia" può essere messo in
relazione all'invasione francese, ai sommovimenti fiorentini che si
manifestarono dopo la morte di Lorenzo il Magnifico, avvenuta
nell'aprile del 1492, o alla spedizione romagnola di Cesare Borgia,
luogotenente del re di Francia Luigi XII, che tra il 1500 ed il 1502
minacciava Rimini, Ravenna, Cervia, Faenza e Pesaro, di cui
l'assedio di Faenza (1501) minacciava la Toscana. Riguardo
all'Apocalisse, nel "secondo dolore" del capitolo XI viene
profetizza l'oppressione della "città santa per lo spazio di
quarantadue mesi", da parte dei Gentili; altra previsione nel XII è
quella che Satana sarà precipitato "sulla terra, e con lui i suoi
angeli". La frase "nel mezzo tempo dopo il tempo" può essere
riferita, ad esempio, a quella di "per un tempo, due tempi e la metà
di un tempo" sempre nell'Apocalisse (XII, 14), dove il Savonarola vi
leggeva un significato come "un anno e due anni e la metà di un
anno". Queste sono alcune tra le svariate interpretazioni, che
talvolta diventano fortemente divergenti fra gli studiosi nell'arco
dei secoli.
Per quanto riguarda invece la storia del dipinto, si
sa per tradizione che sul finire del Settecento apparteneva alla
famiglia Aldobrandini di Firenze, e, per certo, che che intorno al
1800 venne acquistato alla "vendita" di villa Aldobrandini a Roma da
W. Y. Ottley; nel 1811 fu venduto, non si sa a chi, per quarantadue
sterline, quindi, nel 1837, rivenduto per poco più della metà; nel
1851 venne acquistato dalla Collezione Fuller Maitland (Stansted
Hall. Essex), e da qui, nel 1878, alla National Gallery di Londra al
prezzo di 1500 sterline.
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