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Questo tema viene spesso
ripetuto dal Canaletto, con punti prospettici appena
differenziati. La tela appartenne, insieme ad altre tre dello
stesso arista ("Piazza San Marco", 145 x 205, Fondazione Thyssen,
Castagnola, Lugano; "Canal Grande", 142 x 214, stessa
Fondazione; "Rio dei Mendicanti", 143 x 200, pagina successiva), al principe Josef Wenzet.
Per l'autografia del
Canaletto, la critica ufficiale si è sempre espressa
all'unanimità. Anche per quanto riguarda la cronologia, gli
studiosi si trovano concordi nell'assegnazione dell'anno 1723,
se non qualche mese prima, quando Andrea Tirali stava
realizzando la grande pavimentazione della piazza (fonti:Watson,
1949; Moschini, 1954; Rodolfo Pallucchini, 1960; Brandi. 1960).
Il Pallucchini, parlando delle
tre tele, metteva in evidenza la relazione diretta con il gusto
di Luca Carlevarijs (Udine, 1663 – Venezia,.1730) per le
macchiette: l'artista esegue "un teatro prospettico, un po'
anacolutico, occasione per un contrappunto chiaroscurale quanto
mai gustoso e robusto" e continuava affermando che la
"sensibilità di luce e di colore del tutto nuova" era diversa
dalla pittura vedutista del Carlevarijs.
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