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Carpaccio: Meditazione sulla passione di Cristo
Cristo assise in trono, al centro, ha ai suoi lati San Gerolamo (a sinistra) e San Giobbe che, secondo alcuni studiosi si presentano con sembianze riprese dal vivo. Sul disastrato schienale del trono si legge, in caratteri ebraici la frase "Questo è il mio Redentore vivente" ed un numero, il diciannove, che si riferisce al capitolo del libro che parla di Giobbe. Altre scritte, sempre in lingua ebraica, si leggono sui seggi dello stesso Cristo e di S. Giobbe. In secondo piano, sulle rocce, si notano animali selvatici, fra i quali un leopardo che assale un cervo; sullo sfondo, nuclei turriti con figurine contro un cielo alquanto mosso. Il tema, identico a quello della pagina successiva ("Compianto su Cristo morto"), è tratto dai dai "Dialoghi sull'amor di Dio" del beato Paolo Giustiniani e dai "Sermones" di san Lorenzo Giustiniani, opere di grande rilievo nella Venezia intellettuale a cavallo tra il Quattrocento ed il Cinquecento. Ma la critica non esclude un certo richiamo al "Trionfo della Morte" del Petrarca, la cui notorietà era in quel tempo assai viva. Da documentazioni certe si ricava che la tavola passò a Londra, dalla collezione Sulley alla collezionea Neville Abdy, quindi tramite una vendita di Christie (1911), al Metropolitan Museum di New York.
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