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Carpaccio: I diecimila crocifissi del Monte Ararat, cm. 307 x 205, Accademia di Venezia.
Intanto gli imperatori, per nulla turbati dalla loro vile azione, avevano preso accordi con alcuni capi delle zone limitrofe per catturare i novemila romani assieme ad altri mille compagni ai quali si erano uniti. I diecimila uomini vennero incoronati con spine e quindi crocifissi, mentre stava infuriando un brutto temporale. Nel fondo della composizione si scorgono le narrazioni che precedono quella delle crocifissioni: la battaglia, la dura salita al monte, l'apparizione degli angeli e il raggiungimento dell'Ararat. In primo piano, nella zona di destra, si vede un imperatore a cavallo, che sta parlando ai capi locali. Secondo molti studiosi la figura inginocchiata č probabilmente Acazio. In precedenza il dipinto si trovava nella chiesa di Sant'Antonio di Castello a Venezia, sull'altare commissionato da E. Ottoboni e consacrato nel 1512. All'abbattimento dell'edificio, nel 1807, l'opera fu trasferita all'Arsenale e quindi (1812) all'Accademia di Venezia.
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