Storia: L'opera fu commissionata per essere
destinata alla decorazione interna del palazzo Sampieri a Bologna.
Altre due tele furono contemporaneamente richieste ad i suoi
fratelli Agostino ("Cristo e l'adultera") e Ludovico ("Cristo e la
Cananea") (fonte: Malvasia, 1678). Le tre opere dovevano ricoprire
una grande porta. nel 1811 tutti e tre i dipinti entrarono nella
Collezione Braidense (fonte: Ricci nella "Pinacoteca di Brera"
1907)
Alcuni critici di rilievo che hanno citato il
dipinto: Malvasia, Cavalli,
Posner
Certezza sull'autografia: Si
Ipotesi di attribuzione: All'unanimità, salvo
una pronuncia del Lanzi nella "Storia
pittorica dell'Italia dal risorgimento delle belle arti fin presso
....... 1789 - 1809" dove non ritrovò "una diversità che veramente
caratterizzi l'autor di ciascuno"
Ipotesi di cronologia: Circa la data di
realizzazione del dipinto di Annibale, una stampa "riflessa"
assegnata al giovane Guido Reni e di sicura cronologia (1595)
costituisce un verosimile "terminus ante quem", confermato anche, come
fa notare il Cavalli (1958), dalla fase di passaggio, ovvero
dalla "presenza di un timbro di
stile 'composito' fra Roma e Venezia, che alle prime sembra
testimoniare per una esecuzione avvenuta nei primi anni farnesiani
...... (trovando) ... alla fine il suo luogo in quel momento di
severa compenetrazione di 'gusto' alla Veronese con la cristallina,
ma dolcemente corposa forma del Correggio maturo, in quel
presentimento di 'classicità' che governa l'opera di Annibale fra il
1593 e il 1595". Il Posner (1971) sottoscrive tale periodo ma gli
assegna con più probabilità il biennio 1593 - 1594
Ascendenze: pittura di Veronese e del
Correggio
Studi preparatori: Esiste uno studio eseguito
a penna da Ludovico Carracci e custodito al British Museum.