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Cimabue: Crocifissione di San Pietro
Ad essa si contrappone, sulla parte sinistra, un'altra costruzione, che secondo lo stesso studioso dovrebbe corrispondere alla piramide di Caio Cestio: ai lati, infatti, sono chiaramente visibili gli incastri dei blocchi di pietra rettangolari. Adolfo Venturi invece la identifica con la "Meta Romuli" (alla stessa stregua dell'analoga costruzione – sulla destra – raffigurata nella vela del "San Marco" nella pianta di Roma), mentre quella a destra (identificata dal Nicholson nella Meta Romuli) corrisponderebbe, secondo il critico italiano, al "Terebintum Neronis". Al centro, in un ipotetico "primo piano", domina la croce rovesciata su cui patisce S. Pietro ".... le mani con le palme distese, un drappo intorno ai fianchi, i piedi disgiunti, come i Crocifissi romanici dì Toscana e dell'Umbria" (A. Venturi). Ai lati, in basso, stanno due gruppi di personaggi: quello di sinistra è formato dagli astanti, mentre quello a destra è composto da tre angeli. In entrambi i raggruppamenti, che hanno un linguaggio cimabuesco molto affievolito, si potrebbe ravvisare la mano di altri artisti (forse gli allievi di Cimabue) tra i quali merita essere ricordato – verosimilmente per la raffigurazione degli angeli – Manfredino da Pistoia.
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