Il Vasari scrive di un certo dottor Grillenzoni
di Modena che parlava di aver ammirato le "Nozze mistiche di
Santa Caterina con San Sebastiano" dell'Allegri. Nel 1582,
tramite l'aiuto del cardinale Luigi d'Este, l'opera diventava
proprietà di Caterina Nobili Sforza di Santafiora. Fino al 1650,
dell'opera, non si sa più nulla salvo che nello stesso anno fu
donata al Mazzarino dal cardinale Antonio Barberini.
Gi eredi di
eredi di quest'ultimo lo donarono a Luigi XIV. Per quanto riguarda
la cronologia, il dipinto non trova concordi la maggior parte degli
studiosi: Gronau ed il Bottari gli attribuiscono il triennio
1523-25. Venturi vi scorge richiami alla pittura leonardesca nelle
immagini della Madonna e di San Sebastiano. Parte della struttura
compositiva e la coloristica evidenziano nessi con I' "Ecce Homo"
(National Gallery di Londra) e con la Madonna del latte (Szepmuveszeti
Muzeum di Budapest), ma l'impianto completo si avvicina molto di più
alla Madonna di San Gerolamo (Il
Giorno) (Galleria di Parma) che non ai richiami di stampo
manieristico delle due opere appena citate.