Sin dagli inizi, e durante il corso dei secoli,
si è pensato alla tematica del "Riposo durante la fuga in Egitto"
nonostante la mancanza di San Giuseppe. Infatti, a prescindere dalla
presenza di questo pur importante personaggio, vi sono tutti gli
elementi per poterlo presupporre, oltre quello dell'ambiente ideale
del boscoso recesso dove la Vergine tiene con sé il Bambino. L'opera
è citata negli inventari datati 1587 di Ranuccio Farnese cui
sosteneva che l'effigiata fosse la sorella Margherita. Nel 1734
l'opera perveniva a Napoli insieme al resto della collezione della
famiglia Farnese. Non c'è unanime accordo sulla cronologia che
risulta variamente assegnata 1515 circa per Gronau (1907); 1514-15
per Longhi ("A" 1921): intorno al 1516 per il Ricci (1930), forse
1516 o posteriore nel ripensamento di Longhi(1958), intorno
agli anni 1515-16 per Bianconi, nel 1516 per Bottari.
Molte sono le copie di questa composizione, ma
tra le più note è da citare quella custodita nella Pinacoteca
Ambrosiana milanese, probabilmente da considerare in relazione ad un
dipinto citato da Fede Galizia nel proprio testamento.