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COURBET
Opera sopra raffigurata: L'origine del mondo
Il catalogo pubblicato da Gustave Courbet (1819 - 77) nel periodo della vernissage al Pavillon du Réalisme del 1855, comprende il famoso Manifesto del Realismo, contenente tutte le concezioni dell'artista che si evolve diventando il maestro del realismo dell'Ottocento. In Courbet si cancellano lentamente i rimpianti del passato, di una perduta forma di artigianato medioevale come quello sognato dai pittori prerafaelliti, il realismo portato all'estremo, sconvolto e illusorio dei pompiers, l'affanno per la compenetrazione nell'universo di Rousseau, l'intensità sentimentale e contemplativa di Millet e il leggendario romanticismo di Daumier. Il suo linguaggio artistico diventa concreto, quasi palpabile sin dai primi tocchi di spatola sulla tela, dove il pigmento viene steso anche con il pennello, per innalzare l'opera ad «un linguaggio interamente fisico». Nel Funerale a Ornans (1849-50) ci sono raffigurati i personaggi della famiglia in dimensioni reali: la pittura regionalista viene elevata alla stessa importanza della pittura a tema storico e raffigura fatti di vita attuale. Quello del Funerale è un dipinto laico e antieroico, che dà inizio a una serie di opere che diventeranno famosissime, suscitate da fatti e tradizioni agresti della nativa Franca Contea. Nel suo dipinto "Gli Spaccapietre" (1849), Courbet disconosce i sistemi conformi alla tradizione nella rappresentazione ideale del corpo umano, e non manifesta nemmeno l'idealizzazione tipica delle "Spigolatrici" di Millet che oltrepassano la realtà.
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