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Carlo Crivelli: Polittico di Porto San Giorgio - Madonna col Bambino in trono e donatore
In precedenza apparteneva a Colnaghi che, nel 1897, lo vendette a Cook di Richmond. Dopo il 1936 apparve a Washington nella collezione Kress e quindi, dieci anni più tardi, pervenne alla National Gallery of Art di Washington. La presente opera viene considerata dagli studiosi come lavoro di fondamentale importanza per comprendere l'evoluzione del Crivelli, che percorrendo una strada assai vicina a quella dei coevi pittori ferraresi – come afferma Adolfo Venturi nel 1914) – configura con severa coerenza l'energia del tratto e la bellezza del cromatismo, tipici nel suo linguaggio, dando il massimo della sua maestria (la migliore secondo il Longhi (1946)). Secondo Frankfurter (1946) e Friedmann (1947) il Crivelli evita soluzioni puramente decorative enfatizzando l'interesse per i simboli cristiani, quelli che rappresentano la morte e la spirituale fecondità, come delfini, mele, conchiglie, grappoli, cocomeri, ai quali l'artista conferisce un'eccezionale e fantastica intensità. Dal linguaggio il dipinto si avvicina al polittico di Massa Fermana e quindi collocabile nel periodo immediatamente successivo. Nella figura del donatore viene generalmente identificato Giorgio Albanese, il committente del polittico. Secondo lo Zampetti (1961) la corona ai piedi della Madonna rappresenta il simbolo delle nobili origini del donatore.
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