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Honoré Daumier: Ecce Homo
Il dipinto – che in precedenza appartenne a Diot, Vollard, Van Wisselingh e Osthaus – fu realizzato in monocromo su una tela di non normali dimensioni per Daumier. Infatti risulta in assoluto il più più grande come estensione. Il fatto che si presenti in un solo tono – con chiari e scuri derivanti dallo stesso pigmento – lascia presupporre che si tratti di un abbozzo relativo ad uno studio preparatorio in stato alquanto avanzato, dove Daumier avrebbe in seguito aggiunto l'usuale policromia. La fluidità e la freschezza della stesura pittorica, nonché l'armonia delle curve, che non possono certamente essere messe in dubbio, inducono a pensare che l'"Ecce Homo" fosse stato realizzato nell'ultimo periodo dell'artista. Tuttavia la maggior parte della critica tende a convergere verso una cronologia meno recente, come già sopra riportato, relativa all'anno 1850. Probabilmente fu commissionato da una chiesa di provincia.
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