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Honoré Daumier
Honoré Daumier (1808-79) inizia la sua carriera artistica come disegnatore e litografo in una celebre rivista d'arte. Offre la sua pregiata collaborazione al "Magazine de la Caricature" dell'editore Aubert e alla rivista settimanale "La Caricature" di Charles Philippon. Quest'ultimo fonda un quotidiano, "Le Charivari", dove Daumier edita una sequenza di significative caricature a sfondo politico e sociale. Daumier realizza la sua "Comédie Humaine" del proletariato urbano combinando due linguaggi ben distinti: quello realistico e quello dei pittori visionari. Il suo linguaggio diventa grandioso, gli piacciono le gradazioni calde, il pigmento grasso e corposo, ha il tratto deciso, sferzante, scattante. In lui si combinano le tematiche popolari delle litografie (che hanno il sapore delle tradizioni inglesi), e quelle più erudite della pittura del tardo romanticismo imparata da autodidatta. Nelle sue opere raffigura lo stato sociale degli operai sotto la Monarchia di luglio, le grandi lotte della donna per l'emancipazione, la classe medio alta emergente e la classe dei professionisti: giudici, medici e avvocati. La personificazione dell'umanità in tormento si mostra nell'immagine del Cristo, nelle avventure di Don Chisciotte e nei protagonisti della commedia dell'arte.
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