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Georges de La Tour: Giobbe e la moglie
Nel 1972 la tela, da sempre considerata una delle opere più pregiate dell'artista, venne sottoposta ad un accurato restauro che portò alla luce la firma "... De la Tour...".. Se sono state assenti le discussioni riguardo l'autografia non mancano certamente quelle relative al tema trattato: nel 1929 Philippe leggeva la figura di Giobbe come un "prigioniero", mentre Sterling – nel 1934, seguito da Jamont nel 1939 – la interpretava in "San Pietro liberato dall'angelo"; Jamati (1950) ipotizzava trattarsi di sant'Alessio, mentre il Longhi, riferendosi all'intera composizione, pensava che fosse una delle opere di misericordia. Attualmente tutti gli studiosi sono concordi nell'accettare la "narrazione" con Giobbe che viene apostrofato dalla moglie; spiegazione questa, avanzata da Jean Lafond, sottoscritta da Ronot nel 1935, ed elaborata da Weisbach nell'anno successivo.
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