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Piero di Cosimo: Storie dell'umanità primitiva
"Fece parimenti in casa Del Pugliese, intorno a una camera, diverse storie di figure piccole; ne si può esprimere la diversità delle cose fantastiche che egli in tutte quelle si dilettò di dipingere, e di casamenti, e d'abiti e strumenti diversi ed altre fantasie che gli sovvengono per essere storie di favole. Queste storie, dopo la morte di Francesco Del Pugliese e de' figlioli, sono state levate, nè so dove siano capitate. E cosi un quadro di Marte e Venere con i suoi amori, e Vulcano, fatto con grande arte e pazienza indicibile" Vasari). Per quanto riguarda la cronologia, questa è variamente attribuita nei diversi periodi della vita artistica di Piero ed oscilla, secondo il Grassi ed altri studiosi tra il 1485 ed il 1490, in riferimento alle affinità con la pittura del Pollaiolo (Firenze, 1431 c. – Roma, Febbraio 1498). Lo Zeri ("O" 1959) invece la ritarda di circa un ventennio (1505-07) considerando "la fusione dell'antica radice nordica con accenti leonardeschi". Sembrerebbe invece più vicina al vero una datazione intorno alla fine del secolo, sia per i recenti richiami alla pittura del Pollaiolo, sia – ma soprattutto – per quelle plastiche enfatizzazioni in concomitanza con Luca Signorelli (ca. 1441-1523)assai noto a Firenze nel periodo a cavallo dei due secoli. Le caratteristiche delle tre tavole:
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