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Piero di Cosimo: Storie di Prometeo
Nel "Mito" custodito a Monaco di Baviera Prometeo (zona di sinistra), alla presenza Epimeteo, suo fratello, sta plasmando l'uomo e, dopo aver terminato la statua, si presenta a Minerva (zona di destra) che lo conduce in cielo (sempre nella zona di destra ma in alto). Panofsky (1939) mette in relazione l'aspetto iconologico delle due tavole con le "Storie dell'umanità primitiva" del Metropolitan Museum di New York, considerandole come punto finale delle vicende umane, che vedono l'uomo ormai pienamente partecipe dei segreti celesti. Per quanto riguarda la cronologia dei due pannelli, tutti i più grandi studiosi sono concordi nel collocarli nel tardo periodo dell'artista. Infatti, non tenendo conto della semplificazione strutturale, né della ricercche di armonia e simmetria, la paesaggistica, che si presenta con gli alberi a gocce luminose, di ventagli, di corimbi, si riferisce al manierismo fiorentino del secondo decennio del Cinquecento: si pensi al complesso pittorico della Camera Borgherini realizzata da pittori come il Granacci, Bachiacca, Andrea del Sarto e Pontormo, la cui collocazione cronologica più verosimile comprende il periodo 1515-20. Le due opere si trovano in cattivo stato di conservazione.
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