Verso il 1400 Gentile si reca a Venezia. Alcuni certificati
documentano che risulta iscritto alla Scuola per i Mercanti
di Venezia: infatti suo padre, oltre che intellettuale, era
un abile mercante. Qui Gentile apre una bottega d’arte e
presto realizzerà un dipinto su tavola, per la chiesa di
Santa Sofia, del quale andranno perse le tracce.
Tra il 1400 ed il 1410 realizza il Polittico di Valle
Romita per la chiesa del convento dei Minori Osservanti in Val di Sasso, dove le influenze della pittura lombarda si
fanno più accentuate, insieme ad una più dolce armonia di
colori e solidità formale. Questa opera fa scalpore e viene
apprezzata dalla popolazione di Fabriano, quindi verrà
nell’arco dei secoli, cantata dai poeti di tutti i tempi; lo
stesso Raffaello si reca appositamente in Val di Sasso per
ammirarla. Mentre le parti laterali della pala, quelle cioè
raffiguranti i santi Gerolamo, Francesco, Domenico e Maria
Maddalena hanno la caratteristica del suo stile globale con
i tratti morbidi ed eleganti, contorni annullati dalla
stessa dolcezza del tratto ma allo stesso tempo
delicatamente evidenziati dalla maestria nella colorazione,
la parte centrale raffigurante la scena dell’incoronazione
della Vergine, risente nella composizione, le influenze
della pittura Veneziana.
Un altro dipinto, documentato da una ricevuta di pagamento ma
andato perduto, è una realizzazione su tavola per Francesco
Amadi. Seguono nel 1409 altre opere di affresco nel Palazzo
Ducale, anch’esse perdute per l’incuria e soprattutto per i
devastanti effetti climatici delle zone di Venezia e
dintorni.
Qualche anno più tardi, intorno al 1411-1412, Gentile,
portando con sé Jacopo Bellini e altri assistenti, soggiorna
a Foligno per la realizzazione di un ciclo pittorico a
Palazzo Trinci su committenza di Ugolino III. La stesura
della pittura di questa opera è povera di gradazioni
cromatiche e sembra non essere integralmente sua, mentre il
disegno ha il suo caratteristico stile.
Dopo l’esperienza di Foligno, Gentile da Fabriano si reca a
Brescia per la decorazione della Cappella del Borletto
(andata completamente perduta), poi, nel 1420, torna di
nuovo nella città lagunare, quindi giunge a Firenze, dove
risulta una sua iscrizione all’Arte dei Medici Speziali.
Realizza, su committenza, l’Adorazione dei Magi per la
cappella Strozzi a Santa Trinità e, successivamente, il
Polittico Quaratesi per la chiesa S. Niccolò (oggi smembrato
e collocato in diversi Musei: alla National Gallery di
Londra, alla Galleria degli Uffizi di Firenze, alla National
Gallery of Washington e alla Pinacoteca Vaticana di Roma).
Nel 1425 Si reca a Siena per realizzare una Madonna con
bambino per il Palazzo dei Notai situato sulla piazza del
Campo (altra opera andata perduta). Nello stesso anno si
trova ad Orvieto per la realizzazione, all’interno del
duomo, della Vergine con il bambino ed i santi. Nel 1427
giunge a Roma per la decorazione di San Giovanni in Laterano
e di alcuni affreschi, destinati poi ad essere conclusi da
Pisanello, per la sua improvvisa morte. Il 14/10/1425, da
una documentazione, risulta essere già morto. Anche la sua
tomba, nella chiesa di Santa Francesca Romana (già Santa
Maria Nova), eccetto qualche sporadico frammento, è andata
perduta.
Bibliografia:
Catalogo della mostra (Fabriano,
21 aprile-23 luglio 2006): "Gentile da Fabriano e
l'altro Rinascimento", Electa, 2006.
"Gentile da Fabriano",
Fabio Marcelli,
Silvana, 2005.
"Gentile da Fabriano. Un viaggio nella
pittura italiana alla fine del gotico",
Andrea De Marchi,
Federico Motta, 2006
(prima edizione 1992).