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Giorgione: Natività Allendale
Al secondo elenco opere del Giorgione Sull'opera: "Natività Allendale", o "Adorazione Beaumont", o "L'adorazione dei pastori", è un dipinto autografo del Giorgione, realizzato con tecnica ad olio su tavola, presumibilmente intorno al 1505, misura 89 x 111,5 cm. ed è custodito nella National Gallery di Washington.
Anche in questa tavola, come in quella raffigurata nella pagina precedente (Adorazione dei Magi), i personaggi della tradizione evangelica sono raffigurati all'esterno (qui, dinnanzi ad una grotta naturale) in una paesaggistica prettamente "veneta", dove non mancano armoniosi effetti luministici del tipo crepuscolare; Alcune piccole figure si intravedono nel fondo, come quella assisa dinnanzi alla grande entrata di un edificio con un caratteristico tetto, o quella di un fanciullo che si diverte aggrappandosi al tronco dell'albero ubicato al centro, alle spalle del pastore in piedi. La critica ufficiale moderna tende ad identificare l'opera in esame nella "Notte" ("Nocte" di casa Beccare), citata da T. Albano in una missiva, del 7 novembre 1510, inviata ad Isabella Gonzaga, nella quale rispondeva alle richieste della marchesa circa la "Nocte" di un pittore morto da poco tempo, confermandone la morte (vedi sotto). Sembrerebbe, invece, che quell'opera sia appartenuta a Giovanni Grimani (il documento – ibid – indica anche che nel 1563 l'opera fu stimata 10 ducati da Paris Bordone), e che poi passò alle raccolte di Giacomo II d'Inghilterra (1633-1701). Cosa certa è che agli inizi dell'Ottocento la tavola si trovava a Roma presso il cardinale Fesch (Antoine Ricard, arcivescovo di Lione, 1763-1839), che lo vendette (1845) come opera autografa di Giorgione. Più tardi passò nella collezione Beaumont a Londra, poi nella raccolta del visconte Allendale (dal quale prese il titolo). Infine fu venduto a Duveen, il quale lo passò a S. H. Kress; questi lo fece pervenire, in donazione, alla National Gallery di Washington. L'attribuzione al Giorgione, che in seguito si trasformò in autografia, ha sempre trovato l'accordo quasi universale fra gli studiosi. Le opere della serie Allendale si evidenziano per la morbidezza della stesura coloristica, riferita soprattutto a nuovissime valenze atmosferiche, perseguita con armoniosi effetti di luce-ombra che non hanno certamente bisogno della definizione del tratto. Ma è soprattutto la freschezza compositiva a caratterizzare queste meravigliose opere. La lettera della marchesa Isabella d'Este, inviata a Taddeo Albano il 25 ottobre 1510:
"Sp. Amice noster Charissime: La lettera con la risposta di Taddeo Albano, inviata alla marchesa Isabella d'Este il 7 novembre 1510:
"Ill.ma et Exc.ma M.a mia obser.ma.
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