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El Greco: Il martirio di San Maurizio
Il saldo completo, che ammontava a 800 ducati, non venne effettuato in un'unica soluzione ma fu fatto a più riprese, che si protrassero fino al 1583. Comunque la documentazione parla di un dipinto portato a termine il 16 novembre 1582. Altre fonti (tra i quali quella del Cossio), non documentate come la precedente ma in pieno accordo con Camón Aznar e Trapier, indicano una consegna più tarda, effettuata il 17 agosto 1584. Di certo si sa che il quadro non piacque a Filippo II, il quale già nel 1584 lo fece rimuovere e sostituire con un'opera commissionata ad hoc al pittore Romolo Cincinnato che dal 1539 lavorava all'Escorial. A questi fu dato anche l'incarico di valutare il quadro in esame. La scelta del soggetto, appariva al sovrano piuttosto inconsueta; comunque, si pensa che tale decisione fosse stata motivata dalla presenza di gran parte delle reliquie (la testa si trova nella cattedrale di Toledo) del santo, custodite proprio all'Escorial, testimonianza di una particolare attenzione ai primi martiri cristiani attivata dalla Controriforma. Quasi certamente l'aspetto iconografico si ispira alla "Legenda aurea", per cui san Maurizio, insieme ai suoi legionari, sarebbe stato ucciso su preciso ordine dell'Imperatore Diocleziano ad Agaune (l'attuale Saint-Maurice-en-Valais), per aver rifiutato sacrifici verso gli dèi pagani. Camón Aznar suddivide la composizione in tre momenti ben distinti dell'episodio, identificando l'autoritratto del Greco nella seconda figura a destra di san Maurizio. Secondo lo studioso le scene si svolgono nella seguente sequenza:
Esistono due sole copie della composizione in esame: una di buona qualità, realizzata da Jorge Manuel (figlio dell'artista), appartenente alla collezione Ristehuebera a Parigi; l'altra, una volgare ripetizione, custodita nella Pinacoteca Nazionale di Bucarest.
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