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Matthias Grünewald: Madonna con il Bambino
Il primo restauro lo eseguì Ettle nel 1907 e più tardi – tra il 1926 ed il 1930 a Stoccarda – il pittore Tettenborn (fonte: Nicolai, "KA" 1930; Schmidt, "D" 1931). Secondo Dittmann, il giallo ed il rosso dell'aureola – un po' troppo duri – non dovrebbero corrispondere al cromatismo originale, come pure i gialli ed i rosa che si trovano nelle nuvole e sotto l''arcobaleno. La tavola, precedentemente attribuita a Rubens per il suo sfarzoso cromatismo, fu acquistata nel 1809 dal vicario di Stuppach, Blumhofer, nella vicina città di Mergentheim, dove – secondo una tradizione non suffragata da documentazioni certe – si trovava già nel periodo a ridosso della sua realizzazione. L'autografia di Grünewald fu avanzata, in seguito al primo restauro (1907), da Lange nel 1908 (fonte: "JPK"). Si suppose allora che la tavola facesse parte, come riquadro centrale, del trittico di Aschaffenburg: attualmente tale ipotesi viene respinta dagli esperti. La "Madonna di Stuppach" può dunque essere considerata a tutti gli effetti come un'opera autonoma, probabilmente commissionata per la decorazione della chiesa di Tauberbischofsheim, dove viene ancora custodito il velo miracoloso della Vergine che appare nella pregiata composizione (fonte: Feurstein). Altri studiosi, come Dyroff, Lanckoronska, Gasser, indicano come committente la chiesa di Aschaffenburg, consacrata nel 1517, come ornamento della cappella della Madonna (Maria Virginis ad album lilium): a confermare questa seconda ipotesi sono i gigli raffigurati in primo piano nel dipinto.
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