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Matthias Grünewald: Incontro dei santi Erasmo e Maurizio
Nel 1540 per sottrarla dall'iconoclasmo luterano fu trasferita, insieme ad altre opere di importanti artisti e su richiesta dello stesso committente, nella chiesa di Aschaffenburg, alla quale seguì – nel corso del XVII secolo – il castello sito nella stessa città. L'opera compare elencata – con una valutazione corrispondente tremila fiorini, un prezzo altissimo se si paragona al "Miracolo della neve", stimato appena 15 fiorini – nell'inventario datato 1829 della Bayerische Centralgemäldegalerie di Monaco. Nelle sembianze di Erasmo viene rappresentato il commissionario, probabilmente come una forma di omaggio all'Erasmo da Rotterdam, che Alberto di Brandeburgo stimava moltissimo. La Storia ci racconta che i due personaggi principali, entrambi vissuti nel periodo di Diocleziano (244 - 311), non hanno mai avuto reciproci rapporti: Erasmo, vescovo siriaco, subì il martirio nel 303 a Gaeta (gli fu sventrata la pancia e tirate fuori le budella con un piccolo argano); Maurizio, che comandava la legione tebana, fu martirizzato nel 302 insieme ai suoi soldati nel Vallese. La conservazione della composizione è buona, nonostante le varie ripassature nel volto di san Maurizio. Schmid vi evidenziava diversi piccolissimi pentimenti. La cronologia dell'opera è sempre stata oggetto di ampi dibattiti: particolarmente interessante appare l'ipotesi di Wind ("JWC" 1937-38), che la inserisce intorno al 1517, anno in cui avvennero le affissioni delle regole di Lutero a Wìttemberg. Infatti secondo lo stesso esperto, Alberto di Brandeburgo appare assai più giovane nel presente dipinto che nell'incisione dureriana del "Piccolo cardinale", di cui si conosce esattamente la data, 1519.
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