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Matthias Grünewald: Doppia tavola di Tauberbischofsheim - la Crocifissione
Le supposizioni, comunque, non mancarono: alcuni studiosi avanzarono l'ipotesi che fosse stata commissionata dallo stesso parroco (Friedrich Virenkorn) della già demolita – 1664, ma successivamente riedificata – chiesa di Tauberbischofsheim, per la decorazione della cappella della Santa Croce (la seconda verso il lato a settentrione), fondata nel 1493 e che il presupposto commissionario volle dotare di benefici nel 1505 e 1515. Dal momento che l'opera ha due facce dipinte, gli esperti hanno pensato che fosse fissata maniera tale alla parete in modo da poter venire ruotata su fulcri a cerniera, ed apparire così integralmente godibile; oppure, che addirittura si trovasse sulla trave dell'arco trionfale della chiesa, in modo che la si potesse ammirare sia dalla navata che dal presbiterio. Altra ipotesi, ma assai meno verosimile per le ampie dimensioni, è quella che facesse parte di uno scomparto laterale di un altare. La tavola in precedenza era attribuita al Dürer, e soltanto verso la fine dell'Ottocento fu riconosciuta come opera autografa di Grünewald. Per quanto riguarda la cronologia, la doppia tavola viene pressoché unanimemente inserita tra gli anni 1523 e 1524: si scostano da tale datazione Schönberger che la anticipa, inverosimilmente, al 1515-17, e Schmid che la ritarda ad oltre il 1527, in base all'iscrizione biblica nella stesura del "Trasporto della croce", che risulta essere assai vicina alla scritta corrispondente della traduzione luterana che apparve, per l'appunto, nel 1527. Se si pensa che tale data appartiene al periodo più inquieto dell'esistenza di Grünewald, tra Francoforte e Halle, possiamo benissimo ignorare quest'ultima ipotesi.
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