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Matthias Grünewald: Il trasporto della Croce
Le architetture ricordano approssimativamente quelle del nostro Rinascimento, come nel "Miracolo della neve" custodito a Friburgo, mentre il tempietto (in alto) a pianta centrale richiama alcune pitture del Bramantino. Cristo, spossato dalla fatica e dal dolore, si accascia lasciandosi travolgere da una croce estremamente grezza e pesante. Lo attorniano turpi carnefici che lo costringono, con le percosse, ad alzarsi ed a proseguire il duro cammino. Sul cornicione della struttura in primo piano si legge: "ESAIAS / 53 / ER. IST. VMB. VNSER. SVND. WILLEN. GESCLAGEN". Tale scritta, l'unica presentata in volgare nelle opere di Grünewald, viene interpretata in vari modi ma la cosa che più indirizza al verosimile è il riferimento alla Riforma. Infatti Schmid, notando che la traduzione si presenta molto vicina a quella di Lutero (1527), ipotizzerebbe la stessa data come termine "post quem" per la cronologia della tavola. Zulch invece, osservando che frase è scritta in forma popolare 'gesclagen' (battuto), pensa che l'artista abbia tratto spunto dalla rappresentazione del mistero della Passione svoltasi a Francoforte nel 1505, a cui – si ipotizza – avrebbe assistito personalmente. Nel 1910 la tavola subì un accurato restauro con drastiche ripuliture da parte di Mayer (a Dima), con conseguente perdita delle tonalità cromatiche tendenti al caldo.
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