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Hans Holbein il Giovane: Ritratto della moglie
L'opera è marchiata con il sigillo della collezione di Carlo I d'Inghilterra (Dunfermline, 1600 – Londra, 1649). Nel 1655 compare, con il titolo "Ritratto della moglie di Holbein", nell'inventario della collezione del conte di Arundel. Più tardi pervenne ad un privato olandese, e quindi – per un breve periodo – alla famiglia Orange e poco più tardi, sempre per pochissimo tempo, al museo del Louvre. Dal 1821 la tavola si trova nel museo Mauritshuis a L'Aia. Per quanto riguarda l'autografia, un'antica attribuzione a Leonardo, suffragata esclusivamente sulla similitudine della positura delle mani con quelle della Monna Lisa, è ormai priva di ogni fondamento. Il riferimento a Holbein, ipotizzato prima da Woltmann – non privo di riserve – non fu accettato, fra gli altri, da Davies e Voll (fonte: "Meisterwerke der Gemäldegalerie !m Haag", 1903). J Schmid, pur non sostenendo l'autografia dell'artista, pensa che si tratti di una buona riproduzione di stile holbeiniano, evidenziando le similitudini tra il dipinto in esame e il ritratto di Dorothea Kannengiesser (pagina precedente). Il critico non esclude assolutamente che l'effigiata sia EIsbeth, colei che un giorno sarebbe diventata la moglie di Holbein. Ganz sottoscrive l'identificazione facendo notare, soprattutto nelle palpebre – leggermente deformate a causa d'una malattia – la somiglianza con la più sicura figura della moglie come appare nel "Ritratto della moglie con i due figli maggiori" custodito nelle Öffentliche Kunstsammlung di Basilea.
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