Nel 1796 si
reca a Parigi per frequentare lo studio artistico di
Jacques-Louis David, il più famoso pittore francese
neoclassicista del periodo. Qui apprende gli ideali del
neoclassicismo e, impiegandoli come base di riferimento, li
sviluppa arricchendoli con le sue peculiarità di armonia e
colore. A Parigi, Ingres, diventa famoso in brevissimo tempo
come pittore ritrattista dell’aristocrazia. Poco dopo
dipingerà il ritratto all’Imperatore Napoleone Bonaparte.
Nel
1806 si reca a Roma, entrando a diretto contatto con le
opere del grande Raffaello e dei pittori rinascimentali,
soprattutto quelli appartenenti al primo Rinascimento, ai
quali consacrerà definitivamente la sua arte pittorica.
Questi sono, per il pittore, anni proficui nei quali
realizza disegni, paesaggi, ritratti e diversi episodi
storici ispirati dalla pittura rinascimentale italiana.
Appartiene a questo periodo anche la famosa opera
“Bagnanti”. Queste opere gli danno, in Italia, grande
celebrità, ma in Francia non vengono valorizzate alla stessa
stregua. Per questo motivo prolunga la sua permanenza romana
aprendo uno studio artistico in via Gregoriana.
Nel 1813 si
unisce in matrimonio con Madaleine Chapelle, alla quale
dedicherà il dipinto “Il fidanzamento di Raffaello”, dove il
grande urbinate viene raffigurato con la famosa fornarina.
Nell’anno successivo, su commissione di Carolina Murat,
moglie del re di Napoli (Gioacchino, imposto da Napoleone),
dipinge la “Grande Odalisca”, un'opera destinata a far
discutere molto, perché denigrata dai principali studiosi
d’arte del suo periodo, poi invece, apprezzata dalla critica
del dopo neoclassicismo: considerata dai primi, come priva
di profondità, piatta nelle gamme cromatiche e vuota come
masse volumetriche, mentre dai secondi, grazie anche al
magico tocco dell'artista, valorizzata per le cariche di
esotismo e per l’impiego di costumi ed oggettistica
orientale.
Gli anni
che seguono, fino al 1824, sono molto duri per Ingres a
causa delle sue precarie condizioni economiche, ma
nonostante ciò trova il tempo e la forza di continuare a
dipingere con una certa ostinazione. Da questa data la sua
fama si propagherà in tutta la Francia varcandone i confini.
È questo il periodo dell’opera per la Cattedrale di
Montauban, “il voto di Luigi XIII”, fortemente valorizzata
dalla critica ufficiale. La sua peculiarità rimane la
ritrattistica e, proprio per i numerosissimi ritratti
commissionati da importanti esponenti del mondo politico,
diventa sempre più famoso. Le sue creazioni hanno sempre
un'ispirazione classica, come risulta evidente nell’Apoteosi
di Omero. Compie il salto di qualità nel 1825, quando gli
viene consegnata, dal re Carlo X, la croce della Legion
d’onore. Dal 1835 al 1840 è a Roma con l’incarico di
direttore dell’Accademia di Francia.
Nel 1841
ritorna a Parigi, dove viene accolto trionfalmente e gli
viene commissionata la decorazione di tutte le vetrate
facenti parte della cappella di Notre Dame. Qualche anno più
tardi, nel 1846 partecipa con grande successo
all’esposizione nelle Galerie des Beaux Arts, tanto che
l’anno seguente diviene membro della commissione, trovandosi
a lavorare insieme a Delacroix. Nel 1849, a causa della
morte di Madaleine, sua moglie, si deve dimettere. Dal 1850,
una malattia agli occhi gli impedisce di lavorare
autonomamente ed è costretto ad avvalersi di aiutanti per
portare a compimento i suoi lavori più importanti. Nel 1852
si unisce in matrimonio con la seconda moglie, Delphine
Ramel. Nel 1855 partecipa con numerose opere all’Esposizione
Universale di Parigi ed anche qui il successo è enorme,
tanto che vengono selezionati 43 dei suoi dipinti. Pochi
anni prima di morire, nel 1862, Ingres diventa senatore.
Morirà il 14 gennaio 1867 alla bella età di 88 anni. Verrà
sepolto nel cimitero di Péere Lachaise nella capitale
francese.