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Jean-Auguste-Dominique Ingres: Autoritratto a ventiquattro anni
In tale presupposto, abbastanza verosimile, che tale identificazione sia effettivamente stata l'origine a cui seguirono le molteplici ridipinture, è da mettere in evidenza la scomparsa del braccio alzato, in atto di rimuovere un disegno a gessetto, sul telaio del cavalletto, ove era raffigurato Gilibert. Anche il cappotto, nella presente tela, si presentava con colori diversi. Si pensa sia corretto considerare che Ingres abbia sottoposto il dipinto ad un processo di sintesi, rimuovendo così qualsiasi direttrice disarticolata e cercando – abilmente riuscendoci – di uniformare il concetto della variazione cromatica in una gradevole armonia, anche se assai limitata (si noti la carenza dei toni tendenti al blu). L'opera pervenne al principe Napoleone nel 1860 in cambio del "Bagno turco". Più tardi passò a Fr. Reiset, il quale la cedette (1879) al duca d'Aumaie, e quindi, insieme a l'intera collezione di quest'ultimo, approdò al Musée Condé di Chantilly, la sede odierna.
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