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Jean-Auguste-Dominique Ingres: La grande odalisca
Il dipinto non venne mai consegnato a causa della caduta della dinastia franco-napoletana e fu invece venduto, nel 1819 per la somma di 1200 franchi, al ciambellano del re di Prussia, il conte de Pourtalès-Gorgier, da cui deriva uno dei titoli suddetti. Dopo diversi passaggi di proprietà, nel 1899, pervenne tramite acquisto al Museo del Louvre. Partecipò alle esposizioni del Salon degli anni 1819, 1846 e 1855, suscitando critiche abbastanza negative, soprattutto per il presunta debolezza disegnativa (Kératry, 1820) e per la scarsa variazione cromatica (Landon, 1819), nonché per le forme anatomiche – secondo Kératr, Mantz (1855) ed altri – troppo elaborate: errori, questi, considerati per di più come una valutazione impropria dell'artista, cioè volontari. Riguardo alla presente opera, con Ingres in vita, pochissimi furono i suoi sostenitori – ridotti ad una ristrettissima cerchia – che, viceversa, consideravano indispensabili tali forzature per il pregiato fluire dell'impianto compositivo.
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