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Lorenzo Lotto: San Gerolamo penitente
Infatti anche lo Zampetti, nella sua seconda edizione del catalogo della mostra di Venezia del 1953, assegna alla tavola un periodo più tardo – consigliato verbalmente anche dal Pallucchini – che si riferisce al biennio romano dell'artista, cioè agli anni 1509-10. Secondo il Pallucchini (1965-66) in questa composizione manca "quella tensione misteriosa e allucinante che dava tanto carattere al San Gerolamo del Louvre; in compenso v'è una nuova larghezza di respiro nell'evocazione dell'ambiente paesistico che dilaga in una spazialità sentita in una rasserenata luce meridiana" Osservando bene la figura principale ci accorgiamo che un classicismo del tutto nuovo permea il nudo del santo.
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