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Cosa ha detto la critica ufficiale nel corso dei secoli
su Mantegna (citazioni
tratte dai "Classici dell'Arte", Rizzoli Editore)
... le qualità di Policleto perdono il loro pregio, e non
reggono al confronto di Andrea. Tu il vanto dell'Italia, tu
la gloria dell'età nostra ... ; a tè la patria grata deve
concedere alta lode, seconda solo a Livio. La pittura,
orgogliosa del tuo ingegno, ha per tè le porte sempre
aperte; ti offre tutte le sue ricchezze, e ti spalanca le
parti più riposte del suo santuario ...
battista mantuanus
(G. B. Spagnuoli), Sylvarum libri (1499), 1502
La nostra Italia ha un uomo celeberrimo, ... Andrea da
Padova, detto Mantegna, che mostrò ai posteri ogni regola e
genere di pittura e non solo supera tutti nell'usare il
pennello, ma disegna in un batter d'occhio a penna o a
carboncino figure di uomini e di animali, di ogni età e
genere, e inoltre costumi, abiti, gesta di nazioni diverse,
che sembra quasi si muovano. Credo che egli sia superiore
non solo ai moderni ma anche agli antichi.
C.
leonardi,
Speculum lapidum, 1502
Chi fu il pittore delle cose, o lo scultore di esse non so,
ma forse ne fu autore il grande Apelle, dalla cui progenie
viene il nostro Mantinea, dal quale, come si apprende dagli
scritti di Seraffo, discenderà un altro grandissimo pittore
chiamato dalle genti di Padova Mantegna; del quale ancor
piccolo la nostra Mantova si impossesserà; mirabile per il
disegno e per il colore; il quale vivrà sotto Francesco
soprannominato Turco [Francesco Gonzaga] e dipingerà le
azioni di Cesare trionfante, in cui si trova la perfetta
arte dei pittori antichi ... T.
folengo (Merlin
Cocai), Macaronea XIII, 1517
... ebbe sempre opinione Andrea che le buone statue antiche
fussino sempre più perfette e avessino più belle parti che
non mostra il naturale ... E si conosce di questa openione
es-sersi molto compiaciuto nell'opere sue, nelle quali si
vede in vero la maniera un pochette tagliente e che tira
talvolta più alla pietra che alla carne viva ...
Mostrò costui col miglior modo come nella pittura si potesse
fare gli scorti delle figure al di sotto insù, il che fu
certo invenzione difficile e capricciosa .
G. vasai, Le
vite, 1568
Il Mantegna è stato il primo che in tal arte [la
prospettiva] ci abbia aperti gli occhi, perché ha compreso
che l'arte della pittura senza questo è nulla. Onde ci ha
fatto vedere il modo di far corrispondere ogni cosa al modo
di vedere come nelle opere sue, fatte con grandissima
diligenza, si può osservare. G. P.
lomazzo, Idea
del tempio della pittura, 1590
... ben che quest'uomo riuscisse alquanto duro e asciutto di
maniera, ciò non fu per altro che a cagione dell'esser egli
nato e fiorito in quei tempi ne' quali ancora la tenerezza
era poco cognita ... anzi, per il medesimo caso Andrea si
rese maggiormente riguardevole, essendo aggiustatissimo, per
altro, in tutto ch'appartiene al disegno, simetria e altre
molte prerogative ... L.
scaramuccia, Le
finezze de' pennelli italiani, 1674
... Questa piccola stanza [la cappella privata di Innocenze
Vili, dipinta dal Mantegna in Vaticano e demolita nel 1780]
... merita nulladimeno attenzione per le rare pitture delle
quali è ricca in ogni sua parte, potendovi la moderna
pittura, tuttoché sfarzosa di nuovi ritrovamenti nelle
composizioni, ne' panneggiamenti, nell'armonia e strepito
de' colori; potrà, dico, da queste egregie pitture prender
esempio di straordinaria leggiadria, di esattezza e di somma
grazia. A. taja,
Descrizione del Palazzo Apostolico Vaticano (1712),
1750
In una cappella della chiesa degli Eremitani [a Padova], da
un lato il Martirio di san Cristoforo, e, dall'altro, quello
di san Giacomo, opera d'Andrea Mantegna, padovano; lavoro
eccellente per le meraviglie della prospettiva. C.
de montesquieu,
Voyage de Gratz a la Haye, 1728-29
Nella chiesa degli Eremitani ho visto alcuni dipinti del
Mantegna, uno dei più antichi, che mi colmò di meraviglia.
Che sicura e precisa spontaneità in questi dipinti! Dalla
considerazione di codesta realtà, così autentica e non
soltanto apparente, preoccupata, sì, degli effetti e
ispiratrice della fantasia, ma severa, pura, chiara, ampia,
impegnata, delicata, precisa, che ad un tempo aveva alcunché
di rigido, di studiato, di impacciato, forse, si sono
formati gli artisti posteriori, come ho potuto vedere nei
quadri di Tiziano, e solo in questo modo la vitalità del
loro talento, la forza della loro natura, illuminata dallo
spirito dei predecessori, animata dalla loro forza, hanno
potuto tendere sempre più verso l'alto, sollevarsi quasi da
una dimensione terrena, produrre creature divine e nel
contempo vere. W.
goethe,
Italienische Reise, 1786
È una meraviglia [nella Madonna della Vittoria] a
vedere carnagioni sì delicate, armature sì lucide, vesti sì
ben cangianti, frutta aggiunte per ornamento, freschissime e
rugiadose. Ogni testa può servire di scuola per la vivacità
e pel carattere, e alcune anco per la imitazione
dell'antico; il disegno tutto, sì nel nudo, sì nel vestito,
ha una pastosità che smentisce l'opinione più comune, che
stil mantegnesco e stil secco sieno una stessa cosa. Vi è
poi un impasto di colore, una finezza di pennello, e una
grazia sua propria, che a me pare quasi l'ultimo passo
dell'arte prima di giungere alla perfezione che acquistò
Leonardo. L. Lanzi Storia pittorica della
Italia 1796
... a me è
avviso che il Mantegna, dopo conosciuto la falsa via in che
si era messo [con le prime 'storie' Ovetari], non cercasse
più nelle sue opere che di ritrarre il vero e il morbido
della natura viva; e se pure nella più parte di quelle non
interamente si spogliasse d'una certa strettezza di vesti
con pieghe un po' rettilinee; d'un colorito spesso traente
al gialliccio; e di quella soverchia e quasi smisurata
gastigatezza di contorni, che alcuna volta rendono la sua
maniera un po' tagliente, bisogna sempre riferire questi
peccati alla sua prima istruzione ... e credo andasse tant'oltre
nella perfezione dell'arte, che poco gli rimanesse a fare
per apparir tutto netto e senza falli. F.
ranalli, Storia
delle belle arti in Italia, 1856
Mantegna da principio mostra una totale assenza di quel
sentimento per il tono che è così seducente in Giovanni
Bellini. Contrasta le sue tinte secondo principi scientifici
: un colore bilanciato con cura da un altro, accordandosi
alle leggi dell'armonia. Ma non ha l'animo del colorista e
non è in grado di produrre la profondità mediante
impercettibili sfumature e nella sua impietosa severità è il
precursore del Carpaccio. J. A.
crowe - G. B.
cavalcaselle, A History of Painting in North Italy,
1871
Per il Mantegna, l'Antichità significò ... qualcosa di
profondamente differente da quello che essa era per i
fiorentini di allora, e da quello che è per noi, oggi. E se
mai si presentò un'occasione adatta all'uso della parola 'romantico',
intesa come la nostalgia di uno stato di cose che in realtà
non è, ma che è suscitato da evocazioni d'arte e di
letteratura : 'romantico' fu il modo con cui il Mantegna
intese l'Antichità ...
Anche la Crocifissione, la Circoncisione,
l'Ascensione, temi che pure offrono preziose occasioni
di emozione specificamente cristiana, non furono per il
Mantegna che pretesti per descrivere il mondo antico ... In
qualità di Illustratore, egli volle essere assolutamente
romano.
Se fosse riuscito in tale intento, oggi potremmo forse
dimenticarlo, nonostante l'ammirazione che per tre secoli
gli tributò un'Europa superlatinizzata. Le sue ricostruzioni
dell'antico, infatti, non ci occorrono più, poiché abbiamo
una conoscenza quasi scientifica dei caratteri e degli
aspetti della Roma che abbagliò la sua fantasia ...
Il Mantegna ci interessa ancora come Illustratore proprio in
quanto mancò il suo scopo, dando — invece di una
trascrizione archeologicamente esatta dell'antica Roma — il
frutto del proprio 'romanticismo' : la Roma che sognava, la
visione ch'egli aveva di un'umanità nobile, che vive in un
ambiente di altissima nobiltà. B.
berenson, North
Italian Painters of the Renaissance, 1897
Al geniale artista non poteva mancare, anche nei quadri di
soggetto religioso, la possibilità di trovare forme nuove e
profondamente espressive. Ma nei suoi sentimenti più intimi
egli doveva allontanarsi sempre più dallo spirito cristiano
e religioso; mentre aumentava il suo entusiasmo per gli
antichi e studiava in modo più profondo le loro forme, il
suo spirito e la sua possibilità sensoriale di individuare
la raffigurazione si completavano con la creazione del mondo
antico quale gli si veniva rivelando. Se nelle opere
iniziali, per così dire, si avvicinava allo spirito eschileo,
nelle più tarde si manifesta sempre più la concezione
euripidea della tragicità : la presa di posizione della
volontà umana di fronte all'ineluttabilità del destino.
P. kristeller,
Andrea Mantegna, 1902
... il disegno del Mantegna rimane sempre grande, nitido,
puro, nobile, dottissimo. Non cerca le comode seduzioni dei
contorni nobili e fusi, le facili delicatezze delle mezze
tinte, ma traduce sempre con fedeltà incisiva e arditezza il
pensiero dell'artista, senza incertezze, con forza, con
solchi profondi e originali, senza curarsi affatto di
comparir secco e duro. L.
testi, La
storia della pittura veneziana, 1909
II fondatore della pittura umanistica dell'Italia
settentrionale iniziò la sua opera pieno di fervore per
l'antico. Con l'antico romanizzò le forme donatelliane, ne
ridusse men complessa la composizione e ne temperò il
movimento. Naturalista senza scrupoli, volle tuttavia
aggrandire la natura, afforzarla perché stesse all'unissono
con le immagini poderose dell'antichità. L'iconografia
mantegnesca è quindi tutta composta dapprima di elementi di
gravita ferrea, di profondo silenzio, d'imperio ...
Negli ultimi anni stese le braccia cadenti all'immagine
giovanile della bellezza ... Dall'antico non trasse più se
non le raffinatezze che si disegnano ne' grandi cammei
imperiali per ornarne la cappella in Sant'Andrea, dov'egli
guarda ancora nel bronzo, cinto dal lauro raccolto nel
Trionfo di Cesare. A.
venturi, Storia
dell'arte italiana - Pittura del Quattrocento, 1914
... crebbe il Mantegna, accanto agli altri squarcioneschi ;
e molto si dibattè di certo fra tutti come si dovesse
intendere l'arte di quei fiorentini sottili e violenti, che
sembravano modellare la creta con la stessa sbadata
sicurezza che Iddio Padre medesimo aveva adoperato
sull'uomo; creare un'idolatria sulla materialità dei fatti
era il più naturale per quelle menti anarchiche e
appassionate; soltanto si era incerti quale di quei fatti
occorresse idolatrare : Mantegna credette di sceglierne la
fonte presunta e vantata: l'antichità classica; e se ne creò
rapidamente una disperata e sottile dogmatica, non meno
immaginaria di quella che il veneto Piranesi, tre secoli
dopo, caverà dalle antichità romane e soprattutto dalla sua
immaginazione. È dubbio infine se Andrea si sia invaghito
più della materia del marmo medesimo, o della forma in cui
esso si era configurato negli esempi antichi che gli
venivano alle mani; ma io propendo a credere che la prima
abbia prevalso, se si rifletta che a contorno di quei suoi
uomini lapidei immaginò una natura anch'essa del tutto
archeologica, fossile almeno. Così la grammatica del
Mantegna, con tutta l'intenzione di esser classica, fu del
tutto anticlassica ... R.
longhi, "Vita
artistica", 1926
continua la
critica
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