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Hans Memling: La passione
Il Passavant ("Kunstblatt" 1843, n. 62), e mezzo secolo dopo seguito dal Bock (1900), identificò nella tavola della Galleria Sabauda la composizione della famiglia de' Medici. La cosa risulta tanto più esplicita, in quanto i due committenti, raffigurati agli angoli estremi in basso — uomo a sinistra e donna a destra — hanno i caratteri somatici dei coniugi Portinari, Tommaso e Maria (Ritratti del Metropolitan Museum of Arts di New York) come già aveva segnalato il Warburg nel 1902. Per quanto riguarda la cronologia del dipinto, che per la critica risulta intorno al biennio 1470-71, il Friedlànder fa riferimento alla giovane Maria raffigurata come donatrice. Tommaso l'aveva sposata nel 1470, quando ella era solo una adolescente quattordicenne, o forse quindicenne; la loro prima figlia nacque nell'anno successivo. Dato che nel dipinto Maria ha i tratti di una giovinetta – e si può evidenziare anche il fatto che mancano i figli – è da ipotizzare che la realizzazione dell'opera sia da riferirsi a ridosso del 1470 (Friedlànder, 1928). Si suppone che il duca Cosimo I l'avrebbe donata a papa Pio V ((Bosco Marengo, 1504 – Roma, 1572) ) intorno al 1570-72, il quale a sua volta l'avrebbe ceduta al Convento dei Domenicani che fece costruire a Bosco Marengo d'Alessandria. Tali storici dettagli vengono riferiti da E. de Geradon (1952) e C. Aru nei loro scritti, le cui ricerche sulla composizione risultano poco attendibili perché non tanto approfondite, inesatte e con diverse supposizioni prive di riferimenti documentati. Nel 1796 il Convento di Bosco Marengo fu razziato dalle truppe napoleoniche le quali portarono via diverse opere d'arte ma non la "Passione" del Memling, che un frate si era premunito di nascondere fino alla Restaurazione (1814) per poterla donare a Vittorio Emanuele I di Savoia (Torino, 1759 – Moncalieri, 1824). Nel 1832 il dipinto si trovava nella nuovissima Galleria Reale, venendo così annoverato tra le cose più pregiate della collezione. Il Weale (1901: "BM" XII, 1908, pag. 309) negava con ostinazione l'identificazione della composizione in esame con la tavola posseduto dai Medici, sostenendo invece che sarebbe dovuta essere identificata con la tavola principale del "Trittico della Passione" (ormai andato perduto, ma parzialmente secondo lo studioso) realizzato dall'artista intorno agli anni 1478-80 su commissione di Willem Vrelant, noto miniatore di allora, e della moglie. Sempre secondo Weale, l'opera rimase a Brugge nella chiesa di San Bartolomeo fino al 1640-42, anni in cui fu venduta. Lo studioso però non parla di come il polittico sarebbe pervenuto in Piemonte, e del perché le figure dei donatori corrispondano – e esistono altre raffigurazioni per raffronti (cfr. i ritratti del Metropolitan Museum of Arts di New York nei links sopra riportati) – incontestabilmente a Tommaso Portinari ed alla sua giovanissima moglie. Le storie raffigurate nella Passione, iniziando da sinistra verso destra, sono:
Per una migliore identificazione degli episodi sono riportate nella tabella di sotto gli ingrandimenti della foto:
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