Nella parte centrale della volta, in nove riquadri, viene
narrata la storia della creazione e del peccato: la
Separazione della luce dalle tenebre, la Creazione degli astri,
la Divisione dell'oceano dalla terra, la Creazione di Adamo, la
Creazione di Eva, il Peccato originale e la Cacciata dal
Paradiso terrestre, il Sacrificio di Noè, il Diluvio
universale e l'Ebbrezza di Noè. In questi contesti, dove domina
la figura, la luce è smorzata e quasi assente, in una plumbea
atmosfera che Michelangelo vede come la più adeguata per la
narrazione degli episodi dell'umanità primordiale. I paesaggi
sono tanto scarni, foschi e primitivi che nell'osservarli a
fondo lasciano un senso di angoscia. Rimane memorabile la forza
divina trasmessa con un semplice gesto dell'Eterno che dà inizio
alla vita umana; nella Creazione di Eva, Peccato originale e
Cacciata dal Paradiso terrestre, le scene sono più spoglie,
con figure più solide e massicce dagli atteggiamenti naturali ma
retorici. Piene di significato sono le immagini della Eva
tremante in adorazione, dell'Angelo che con una repentina e
decisa mossa caccia dal Paradiso i due peccatori, delle scene di
terrore e sgomento dell'umanità nel Diluvio universale.
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Michelangelo -
Soffitto della Cappella Sistina, La creazione di Adamo (foto
di sinistra da Wikimedia Commons) |
Colpisce molto questo tremendo prologo della storia dell'umanità
che, se raffrontato alle timide raffigurazioni parietali del
Vecchio e Nuovo Testamento, ci fa riflettere intensamente sui
principi della fede, perché Michelangelo li tratta utilizzando
forme intensamente erompenti, con loro pesante consistenza
plastica. Queste non si adeguano certo ad una raffigurazione
dottrinaria, ma raccontano il doloroso destino del genere umano.
Dopo oltre un ventennio, tra il 1536 ed il 1541, realizza nella
parete di fondo della Cappella Sistina il Giudizio Universale
commissionatogli da Clemente VII e poi confermato da Paolo III.
Nella parte centrale dell'affresco è collocato il Cristo giudice
con al suo fianco la Madonna che punta il suo sguardo umano e
benigno verso gli eletti disposti a forma di ellisse. Nelle
lunette sono raffigurati gli angeli con la simbologia della
passione, e nella parte bassa le scene di beatificazione e di
dannazione. L'atteggiamento del Cristo è pieno di significato e
sembra creare una forza trainante in quell'immenso affollamento
di figure concatenate in corposi gruppi, nell'atto di scendere o
di salire secondo la divina sentenza. Qui Michelangelo è ben
lontano da rispettare le regole della simmetria quattrocentesca,
ma segue un ordine architettonico nel quale sono disciplinati
questi affollamenti di figure martoriate ed appassionate. Al
fisico messo in risalto degli ignudi, compresi quelli che
ricevono la gratifica divina, corrispondono forti sentimenti di
drammaticità e di dolore. Anche i santi non sono sereni e,
presentando gli strumenti del loro martirio, implorano una degna
giustizia. Nella parte alta gli Angeli recano i simboli della
passione di Cristo, colui che più di ogni altro ha sofferto e
che adesso può innalzarsi a giudice intransigente. In basso
primeggia la figura di Caronte mentre traghetta le anime
angosciate che si affollano presso Minosse.
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Michelangelo: Il Giudizio finale |
continua