Per
il Vasari è una "stupenda meraviglia del nostro secolo", mentre
Pietro Aretino lo rimprovera (1545) di "impietà ed irreligione"
ma, riferendosi alla pittura di Buonarroti parla di "Perfettion
di Pittura"; G. P. Lomazzo nella Idea del Tempio della
Pittura, Milano 1590 ha scritto: "ha dato alle figure sue
una forma terribile cavata dai profondi secreti dell'anatomia,
da pochissimi altri intesi, tarda ma piena di dignità e maestà".
P. B. Shelley nella lettera a Leigh Hunt, 3 settembre 1819
scrive: "Mi sembra che ignori il senso della dignità morale e
della grazia; quanto alla forza, per cui lo si è sempre
magnificato tanto, a me pare una qualità rude, esteriore,
meccanica".
Le critiche riguardo al contenuto, anche se molto dure, non
riescono ad intaccare minimamente la pittura di Michelangelo.
Negli affreschi della Cappella Sistina raffigura la storia
dell'umanità dall'inizio alla fine, distaccandosi dal mondo,
assorto nei suoi pensieri, in un'eroica visione. Nella
Vocazione di San Paolo (la Conversione di Saul) negli
affreschi nella cappella Paolina, realizzati tra il 1542 ed il
1550, e legati al nome del papa committente Paolo III,
Michelangelo esprime in modo assai marcato il proprio assoluto
isolamento dal mondo che lo circonda. Stessa cosa accade nella
realizzazione del Martirio di San Pietro, appartenente
agli stessi affreschi.
Come già riportato nelle pagine precedenti, la visione plastica
di Michelangelo viene espressa dando importanza sia alla linea
di contorno che al cromatismo; qui invece dà meno valore al
tratto, esprimendosi meglio attraverso la compattezza del
chiaroscuro e la giusta intonazione cromatica – generalmente
tendente ai grigi – raffigurando immagini che contrastano
tragicamente in un mondo spoglio, tormentato e desolato.
Nella Conversione di Saul, in alto sulla sinistra (foto
sotto) è raffigurato il Cristo sospeso nel cielo dove, in
seguito alla sua apparizione, si genera una greve e sinistra
luce che investe i personaggi ed alcune case di Damasco. Qui
Michelangelo riesce a creare un movimento rotativo che dal
Cristo sospeso si trasmette alle vicine figure ed ai due gruppi
divergenti collocati in basso, con Saul caduto per terra (forse
sbalzato dal cavallo ancora scalpitante visto in scorcio),
frastornato ma con un'espressione che lascia prefigurare un
imminente risveglio e ritorno alla vita. Nell'opera, la
struttura compositiva ed il gioco delle masse non rispetta
nessuna simmetria.
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Michelangelo: La conversione di Saul (Paolo),
Cappella Paolina, Vaticano (foto da Wikipedia) |
Anche nella Crocifissione di San Pietro
(Martirio di San Pietro) il gioco delle masse non
rispetta le leggi della simmetria. Qui la
composizione risulta ancor più fuori squadra, contro un fondo
contrastante che raffigura un disagevole paesaggio. Tutta la
narrazione della scena è incentrata sulla figura di San Pietro,
con il raggruppamento di figure sulla sinistra, in rilievo ed in
profondità, ispirato all'Antico, e con i raggruppamenti a destra
associati alle quattro figure – fuori dimensione – in primo
piano che esprimono un angoscioso tormento. Ecco riapparire in
queste storie l'umanità eroica del Giudizio, narrata su zone
dove la terra è arida e dura.
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Michelangelo: La Crocifissione di San Pietro (Il
Martirio di San Pietro), Cappella Paolina, Vaticano (foto da
Wikipedia) |
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Particolare di Saul (o Paolo) ed un soldato,
La conversione di Saul, Cappella
Paolina Vaticano |
La crocifissione di S. Pietro,
particolare di figure (in alto sulla destra), Cappella
Paolina Vaticano |
E per terminare diciamo pure che il grande
Michelangelo è stato in gran parte frainteso. La sua pittura,
specialmente nel periodo in cui vive ed in quello immediatamente
successivo, viene vista soltanto esteriormente, valorizzando
cioè le gigantesche forme e poco altro. Inoltre è da osservare
come differente sia, negli stessi anni, la pittura fiorentina,
certamente giù di tono, e che per di più deve anche misurarsi,
già dal primo Cinquecento, con quella prestigiosa di altri due
imponenti personaggi come Leonardo e Raffaello.