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La pittura di Michelangelo (1475-1564)
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Pagine correlate:
La biografia,
la vita artistica e la critica
Le opere -
Il periodo artistico
Pittori toscani del suo periodo -
La Pittura di Raffaello
La pittura di Michelangelo:
Il maestro della scultura riesce, con la stessa maestria, ad
esaltare la plasticità anche nelle forme della pittura. Qui,
Michelangelo insiste soprattutto sui tratti del contorno non
preoccupandosi più di tanto della degradazione chiaroscurale
atmosferica che tanto caratterizza la pittura di Leonardo.
Allievo di Domenico Ghirlandaio (Firenze, 1449 – Firenze,
1494), apprende da lui soltanto il desiderio ed il gusto del
creare "in grande", osservando le gigantesche opere
raffiguranti gli Evangelisti in Santa Maria Novella.
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anche al suo
condiscepolo Francesco Granacci ((Villamagna, 1469 –
Firenze, 1543)), di alcuni anni più grande di lui,
Michelangelo deve qualcosa, come più tardi scriverà Ascanio
Condivi sulla biografia del grande artista. Certo è che una
serie di opere (presupposte giovanili) attribuite al
Buonarroti, non sono sue creazioni, come ad esempio la
celebre Madonna col Bambino e il San Giovanni, entrambe
custodite nella Galleria Nazionale di Dublino, ed altre, che
sembra appartengano proprio a Granacci.
La Sacra Famiglia (Tondo Doni) degli Uffizi di Firenze,
realizzata nel 1506, quindi risulta essere il primo dipinto
attribuibile a Michelangelo. In questa opera, con l'insieme
delle tre figure che si intrecciano concatenandosi in
un'evoluzione a spirale, Michelangelo rompe con le leggi che
regolano la spartizione degli spazi, conferendo vigore e
potenzialità di movimento ai personaggi che le
rappresentano, caratteristiche fino ad ora mai viste,
neanche nella pittura di Leonardo.
L'atmosfera che si respira in quest'opera, dove tre massicce
figure sono inserite in un contesto di nudi, non appartiene
certamente a quella di una calda scena di famiglia ma a
tutt'altro, realisticamente raffigurato. Le linee corrono con un
andamento prevalentemente curvo e di contorno, assumendo una
valenza espressiva autonoma che stacca le figure dal fondo,
nonostante il loro cromatismo sfumato ed omogeneo, ma certamente
ben solido che nettamente le distingue tra loro. Il carnato è
formato da colori più o meno vivi e non privi di contrasto, ed
il chiaroscuro si allontana da quelle brunastre tendenze che
siamo abituati a vedere nella pittura quattrocentesca. Anche il
panneggio ha vivi contrasti di colore che lo rendono cangiante
nelle tre figure, evidenziando il cambio d'intonazione a seconda
della luce: un effetto intellettualistico, questo, che troveremo
in tutta la produzione di Michelangelo. Se dovessimo paragonare
la pittura di questo grande artista con quella di Leonardo,
potremmo certamente affermare che il risalto ed il senso
plastico delle figure, in entrambe considerevoli, è ottenuto con
due stili completamente opposti: il primo dà forza ai contorni
per staccare le figure dal fondo ed assegna al cromatismo la
funzione di concorrere al senso plastico, mentre il secondo
annulla il tratto sagomale, dando allo sfumato entrambe le
funzioni, ma al colore un ufficio secondario.
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Michelangelo Buonarroti:Tondo Doni (La Sacra
Famiglia), diametro 120 cm.
Uffizi Firenze |
Gli accordi che
prese per la realizzazione degli affreschi nella Cappella
Sistina con papa Giulio II della Rovere (1508), vedono l'artista
assai riluttante a sovrapporre alla modesta copertura
quattrocentesca raccordata a lunette, il progetto comprendente
una serie di scomparti a forma geometrica in corrispondenza
assiale con i pilastri della parete. Michelangelo cambia
completamente il progetto concordato per sostituirlo con quello
di una decorazione del tutto innovativa. Dovevano comparire le
dodici figure degli apostoli invece, a lavoro terminato (1512),
ne saranno presenti 3000: Michelangelo subordina tutto
all'uomo, e conferisce solidità e sporgenza ai finti pilastri
animandoli con putti ignudi, dando così corpo all'architettura
simulata. Le zone piatte, dove si animano le gigantesche
immagini di Profeti e Sibille dal possente e sfavillante
cromatismo, acquistano plasticità. Le figure sono inserite nelle
zone interposte ai lati delle vele a forma triangolare nelle
quali sono collocati altri profeti e personaggi minori. La
stessa disposizione la troviamo nelle sottostanti lunette.
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Volta della Cappella Sistina,
particolare di un Ignudo, Vaticano |
Volta della Cappella Sistina,
particolare della Sibilla Delfica, Vaticano |
Una folla
questa, regolata in un ordine gerarchico che possiamo
definire architettonico di una plasticità in tensione.
Plasticità che si materializza nella dinamicità e vitalità
delle grandiose figure, le quali allo stesso tempo,
manifestano grande sofferenza ed aspirazione all'eterno.
Ecco che si può parlare di un plasticismo creato unicamente
per via di aggetti, dal fondo unito alle solide figure.
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