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Michelangelo Buonarroti
Il Giudizio Universale
La scomparsa di papa Clemente VII, nel settembre 1534,
probabilmente mette in dubbio Michelangelo sul proseguimento del
progetto, tanto che egli stesso se ne allontana: ma subito dopo, il
nuovo papa, Paolo III gli rinnova l'incarico per la
realizzazione del Giudizio universale, e risulta che, esattamente il
16 aprile del 1535, ha inizio la costruzione dei ponteggi. Altra
certezza è quella che nel gennaio del 1537, la raffigurazione
pittorica è certamente in corso. L'inaugurazione dell'affresco
"portato a termine" avviene il 31 ottobre del 1541.
Il dipinto ha quasi quattrocento figure le cui dimensioni
oscillano intorno ai cm. 250 per i
personaggi collocati sui registri superiori, ed intorno ai cm. 155 per quelli
appartenenti alla zona inferiore. Michelangelo li ha
distribuiti nel seguente modo: i personaggi del mondo
celeste occupano la metà superiore della composizione, con
il "Cristo
Giudice" al centro di questa metà, con alla sua destra la Madonna, ed
ai lati i santi,
gli apostoli, i patriarchi, che formano una prima corona.
Una seconda corona viene costituita dai confessori della
Chiesa, dalle vergini, dai martiri e da altri beati. Sotto
al Cristo sono collocati S. Lorenzo e S. Bartolomeo in
posizione predominante, probabilmente in relazione al fatto che
proprio a questi santi doveva essere dedicata la decorazione
della Cappella Sistina, oltre che, naturalmente,
all'Assunta. Sopra al Cristo, nelle due lunette,
sono collocati gruppi di angeli con i simboli della Passione. Nella parte alta della metà inferiore del
dipinto, sono collocate numerose figure: al centro
stanno gli angeli tubicini con il compito di svegliare i
defunti, ai lati stanno le persone ormai giudicate: quelle
sul lato sinistro salgono al Cielo, mentre quelle sul lato
destro vengono trascinate verso l'Inferno. Nella parte
bassa, sulla sinistra, sta avvenendo la resurrezione dei
morti; nel centro, è raffigurata la caverna, riconosciuta quasi
all'unanimità come la bocca dell'Inferno o per alcuni come
l'entrata nel Limbo (Tolnay, 1943-1960); sulla destra viene
descritto il trasporto dei dannati nella barca di
Caronte, destinati ad essere giudicati da Minosse, il giudice infernale. Per quanto riguarda le varie identificazioni
dei grandi personaggi, c'è il totale accordo fra gli
studiosi appartenenti a tutte le epoche, mentre per le altre
figure minori, le varie ipotesi sono molto controverse. Hanno detto sul Giudizio Universale: O sacra Roma, ornai tu puoi ben dire: Mai non mi fé' di tal trionfo altera Cesare o gli altri miei famosi Augusti. ..... G. porrino, sonetto per lo scoprimento del Giudizio (1541?) ... cosa tanto variata d'attitudine, che chi non l'ha vista non se la potrebbe mai immaginare. anonimo magliabechiano, 1537-42 ... Ancor che l'opera sia di quella bellezza che po' pensare V. Ill. S. ... gli R.mi Chietini sono gli primi che dicono di non star bene gli ignudi in simil luogo, che mostrano le cose loro ... N Sernini, lettera al cardinale E. Gonzaga, 19 novembre 1541 Suonami nell'orecchie la fama del Giudicio : il quale penso che, per la bellezza sua, in quel dì che Cristo verrà in divinità, meritarà che egli imponga che tutti taccino quelle attitudini, mostrino quella bellezza, e l'Inferno tenga quella tenebra che Voi avete dipinte, per non si potere migliorare ...A. F. doni, lettera a Michelangelo, 21 gennaio 1543
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