| Volta della Cappella Sistina,
particolare del Peccato Originale, anno 1509 (10), Vaticano |
serie opere n° 2
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IL PECCATO ORIGINALE
"Il serpente era la più astuta di
tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse
alla donna: "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare
di nessun albero del giardino?". Rispose la donna al
serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo
mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al
giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo
dovete toccare, altrimenti morirete". Ma il serpente disse
alla donna: "Non morirete affatto! Anzi ... diventereste
come Dio, conoscendo il bene e il male". Allora la donna ...
prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al
marito..."(Genesi 3,1-6)...Il Signore Dio lo scacciò dal
giardino di Eden...Scacciò l'uomo e pose ad oriente del
giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada
folgorante, per custodire la via all'albero della vita.
(Genesi 3,23-24)
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Michelangelo raffigura la "Scacciata" e la "Tentazione di Eva" con una coerenza
e contemporaneità mai manifestate da altri artisti prima di lui,
superando anche i propri limiti. Il "Peccato originale"
attraverso i secoli ha avuto moltissime interpretazioni in
chiavi intellettuali. Così come fu enfatizzata la leggiadria di
Eva, esaltato l'invecchiamento dei Progenitori cacciati
dall'Eden sprovvisti della onnipresente foglia di fico, e
percepito il simultaneo provenire dall'albero delle forze del
male e della vendetta (peccato e scacciata).
Nel particolare sopra riportato è
raffigurato solo il peccato originale ma la scena della
"Scacciata" fa parte dello stesso affresco ed è collocata
sulla destra dell'albero: i progenitori vengono scacciati da
un angelo con in mano la spada e lasciano il Paradiso
terrestre, dolenti, umiliati e curvi, presi dal forte
rimorso per il peccato appena commesso.