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Paolo Uccello: La vita artistica e la biografia
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Pagine correlate:
Le opere
Il periodo artistico
La critica
Bibliografia
Paolo Uccello
(Prato Vecchio, Arezzo 1397 ca. – Firenze 1475):
Paolo
di Dono, meglio conosciuto come Paolo Uccello, nasce nel
1397 e la sua formazione artistica si compie nella bottega
di Lorenzo Ghiberti. Per alcuni studiosi, invece, l'artista
frequenta la bottega
di Gherardo Stannina, mentre per il Vasari, quella di Antonio Veneziano.
Tali notizie hanno molte
discrepanze anche sulle date.
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Delle sue opere giovanili non si conosce nulla. È
documentato che nel 1425 si trova a Venezia per realizzare
un mosaico nella chiesa di San Marco (un San Pietro, opera
andata perduta). Ritornato a Firenze, Paolo Uccello realizza,
nel 1436 per l’Opera del Duomo, un grande affresco
equestre per la navata sinistra, dedicato a Giovanni
Acuto (John Hawkwood), capitano
delle
truppe fiorentine nel Trecento. In quest’opera si rileva
una consistente resa plastica, derivata soprattutto dai
contrasti di luce ed ombra, con una prospettiva
sapientemente impostata che conferisce all’opera una ben
marcata resa realistica, caratterizzante il personaggio.
Tutto
questo, insieme ad un meticoloso disegno, dà all’intero
dipinto una valenza geometrica assai vicina all’astratto. Lo
stesso committente, negli anni 1443 e 1445, gli ordina i
cartoni per la realizzazione delle vetrate di tre occhi
della cupola. Due di questi cartoni sono ancora esistenti e
raffigurano, uno la “Resurrezione” e l’altro la “Natività”,
mentre quello perduto raffigurava l’Annunciazione. Alle
vetrate viene aggiunta la decorazione della facciata nella
parte posteriore del Duomo, dove la “Sfera delle ore”
raffigura un grande orologio con le teste di quattro profeti
posti sui quattro angoli. Nel 1445 viene chiamato a Padova
dal suo amico Donatello. Qui Paolo Uccello attende
all’esecuzione di personaggi celebri in casa Vitaliani.
Queste figure colossali, per tal motivo chiamate
“Giganti” (opera andata perduta), avranno molta influenza
sul Mantegna. Dal 1442 al 1457, c’è poca documentazione
della sua attività artistica e pochi sono gli accenni nel
1442, 1446, 1457, ricavati dal catasto fiorentino. Nel 1465
gli viene affidata, dalla Confraternita Del corpus Domini,
la decorazione della predella nella chiesa d’Urbino che
raffigura i “Miracoli dell’Ostia”. Rimarrà in questa città
per altri quattro anni aiutato dal giovanissimo figlio.
Morirà nel dicembre del 1475.
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