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Il Perugino: Ornamentazione del Cambio l'Eterno con profeti e sibille
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Sull'autografia del Perugino, la critica ufficiale si è sempre espressa a favore dell'artista, salvo qualche sporadica – seppur autorevole voce – che attribuisce alcune zone particolarmente "elette" a Raffaello Sanzio: il Lancellotti (sec. XVII), ad esempio, ricorda l'artista urbinate intento a "rabescare la vòlta, e fare con poche hore, con meraviglia del maestro (Vannucci) stesso, la testa del Cristo trasfigurato (La Trasfigurazione)". Comunque, nel comparto in esame, di qualità particolarmente "eletta" è l'intera struttura compositiva, oltre la magnifica stesura pittorica. Altri studiosi identificarono il Sanzio nella figura del Daniele. Più verosimile, ma sempre respinta dalla maggior parte dei critici – tra i quali, il Cavalcaselle – l'ipotesi di una partecipazione di Andrea da Assisi (Adolfo Venturi). La tecnica impiegata è quella dell'affresco. Le lumeggiature eseguite sulle vesti degli angeli intorno all'Eterno, i nastri rossi, i cherubini, i cartigli e l'azzurro del cielo sono realizzati con l'impiego della tempera magra. Il cielo stesso sembra completamente ridipinto, soprattutto in prossimità della sibilla Persica.
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