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Piero della Francesca: Madonna di Senigallia
Il dipinto si trova nell'inventario dell'attuale sede, steso dal Morelli e dal Cavalcaselle (fonte: "GNI" 1861), nel quale viene valutato con l'incredibile cifra di duemilacinquecento lire. Probabilmente il così basso valore dell'opera derivava dal fatto che i due studiosi non erano proprio certi che l'opera fosse di Piero della Francesca, in quanto risulta che il Cavalcaselle (1864) l'aveva assegnata alla bottega (sia pure sotto la supervisione di Piero) e il Morelli, incerto se assegnarla all'artista o al mitico pittore di temi religiosi fra' Carnevale (Urbino, 1420/25 - 1484). L'Anselmi ("NRM" del 1892), invece, l'attribui senza alcun dubbio a Piero della Francesca. L'anno successivo seguì la conferma di Adolfo Venturi ("ASA" 1893) e, qualche anno dopo, (1911) anche quella del Berenson, che nel 1897 ipotizzava vaste integrazioni collaborative di altri pittori. Dal secolo scorso l'autografia di Piero della Francesca non ha più trovato ostacoli, trovando concorde anche la critica attuale. Anche l'assegnazione della cronologia è universalmente riconosciuta intorno al 1470, in margini alquanto ristretti.
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