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Pisanello: San Giorgio e la principessa
Quella cappella fu descritta con vera enfasi ne "Le Vite" dal Vasari (1568): "Et per dirlo in una parola non si può senza infinita meraviglia, anzi stupore contemplare questa opera fatta con disegno con grazia, e con giudizio straordinario". L'affresco, considerato come il capolavoro supremo del Pisanello, è la sola opera superstite dell'assai più vasto impianto pittorico decorante la cappella Pellegrini, da come si ricava dalla dettagliata descrizione vasariana. A complicare le cose, intorno alla fine dell'Ottocento, a causa d'una grande infiltrazione d'acqua piovana, anche il dipinto del Pisanello subì gravi danneggiamenti (soprattutto la zona del drago in agguato), tanto che fu staccato dalla parete e trasferito su telaio per essere sottoposto a restauro dall'abile mano di Antonio Bertelli (fonte: Brenzoni, 1952). Un raro e pregiato documento atto a testimoniare lo stato dell'opera pittorica prima del triste disfacimento consiste nella fotografia che il Bernasconi pubblicò – nel 1862 – della riproduzione in miniatura realizzata da Pietro Nanin. Il dipinto fu restaurato di nuovo a cura della Direziono dei Musei di Verona e quindi esposto, in attesa della sua definitiva ubicazione, a Palazzo Forti. Particolari:
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