Frequentò nella
sua città l’Accademia di Brera e fu anche architetto. La sua
produzione, pur risentendo della corrente della scapigliatura,
riusciva ad essere inquadrata in un senso geometrico delle forme e
dalla chiarezza intrisa dai riflessi vividi di sole delle
vegetazioni circostanti: ‘Lago di Varese’ (Milano, Collezione
privata).
Nipote di Mauro
(pittore, Milano 1815 /1860), ansioso di nuove esperienze, dipinse
ritratti, scene di genere e paesaggi, per lo più improntati al
sentimentalismo: ‘Giovinetta malata’, ‘Idillio’, ‘Sinfonia’.
Interessanti, per le ricerche luministiche, le numerose incisioni ed
i puri e limpidi notturni o i misteriosi ambienti semibui rotti da
fasci di luce polverosa: ‘Notte serena’, ‘La casa del mago’, ‘Streghe’.
Seppur creatore di opere di indiscussa
forza e bellezza che fanno di lui uno dei migliori pittori del
migliore Ottocento, il Conconi non ha avuto ancora quel
dovuto riconoscimento che merita l’originalità, la raffinatezza e
la freschezza della sua elevata arte.
Una opera di
Conconi:
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Lago di Varese, anno 1910,
cm. 57 x 68, collezione privata, Milano |
Bibliografia:
"Luigi Conconi" in
catalogo online Artgate della Fondazione Cariplo
a cura di Laura Casone, 2010, CC-BY-SA.