L’Inganni rivela
le sue qualità migliori di disegnatore e colorista
nella pittura di vedute, fra le quali
particolarmente felici quelle della vecchia Milano e
della sua Brescia, soprattutto nel clima di giornate
invernali, dalla luce delicata ben accordata, con
giusto equilibrio, al candore delle nevi e al grigio
degli edifici: “scene tratte dal vero”, come egli
stesso affermava: “Piazza del Duomo” e
“Piazza Mercanti” (Milano, Galleria d’Arte
Moderna), “Teatro alla Scala” (Milano, Museo
teatrale alla Scala), “Naviglio sotto la neve”
(Milano, Collezione Marchese Alberto Zanoletti di
Rozzano).
Espone le sue prime opere a Milano ed a Brescia e la sua
fama, nata ben presto, si legò soprattutto alle
vedute cittadine accompagnate da giuste note di
colore e di luce, anticipando, in un certo modo, la
maniera di Mosè Bianchi.
Caratteristici sono i suoi interni con rossastre figure
illuminate dalla penombra fumosa e dal bagliore dei
focolari.
Un'opera di Angelo
Inganni:
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Naviglio sotto la neve,
cm. 105,5 x 131, Collezione privata |