La
sua prima formazione artistica si compie con lo studio del disegno e
della pittura di artisti nordici, tra i quali certamente Dahi e
Rebel.
Ancora molto giovane si reca in Francia per un breve
periodo quindi in Italia. Dopo un breve soggiorno a Roma, Pitloo raggiunge la città che amerà per tutta la sua
esistenza, Napoli, dove nel 1820, apre una scuola che
diventerà famosa: la Scuola Posillipo, “una piccola
Accademia” dalla quale usciranno talenti come Giacinto
Gigante, Raffaele Carelli, Achille Vianelli, Gabriele
Smargiassi. Il suo nome viene subito conosciuto negli
ambienti artistici e riceve dei rispettabili incarichi: Il
Reale Istituto di Belle Arti lo chiama come professore di
paesaggistica, più tardi diventerà “onorario” e poi,
“titolare” succedendo al Cammarano. Qui svolge i suoi
compiti con attenzione e puntualità.
Una vita artistica vissuta a 360 gradi, tutta dedicata alla lavoro
ed alla diffusione dell’arte. È sposato con Giulia Mori che gli dà
sei figli, tra i quali, il pittore Claudio morto giovanissimo (si
conosce un suo quadro firmato ma di modesta qualità) e Sofia, che va
in moglie a Duclère. Pitloo morirà, stroncato dal colere, all’età
di 47 anni il 22 giugno del 1837. La maggior parte delle sue opere
andranno alla famiglia di Sofia Duclère, in seguito saranno
acquistate dal Conte Correale. Attualmente sono conservate nel Museo
Correale di Sorrento. Altro consistente numero di opere sono esposte
nel museo di Capodimonte.