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Antonio (o Piero) del Pollaiolo: I santi Vincenzo Giacomo e Eustachio (Pala del cardinale del Portogallo)
Il dipinto, conosciuto anche come "La pala del cardinale del Portogallo", in precedenza era ubicato sull'altare della cappella funebre – per l'appunto – del cardinale di Sant'Eustachio (Giacomo del Portogallo, che acquisì una stretta parentela con la famiglia reale portoghese). Questi morì a Firenze nel 1459 in quello che doveva essere per lui un breve soggiorno per transito. Per il cardinale ed i suoi importantissimi parenti si cercarono i migliori artisti nell'ambito fiorentino per la realizzazione di una cappella funebre all'altezza del suo status regale, considerata come il capolavoro di quel gusto per la Copia et Varietas assai in voga in Toscana tra gli anni Quaranta e Sessannta di quel secolo. Alla decorazione della cappella collaborarono i fratelli Bernardo ed Antonio Rossellino, Alessio Baldovinetti e Luca della Robbia. La pala in esame fu affidata a Piero ed Antonio del Pollaiolo (anche se, come sopra anticipato, è controversa l'assegnazione a Piero o ad Antonio, l'ipotesi prevalente vuole il secondo come esecutore delle parti più importanti). Nel 1800 l'opera venne trasferita agli Uffizi di Firenze, lasciando in loco una riproduzione. Nel 1994, in seguito ad un restauro realizzato da Alessandro Cecchi, si evidenziò una tecnica in soluzione del tutto nuova per la pittura locale di quel periodo: su un supporto di rovere fu eseguita un'imprimitura certamente oleosa, che richiamava una tipica soluzione allora impiegata nella pittura fiamminga.
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