Ma occorre tenere presente che Raffaello,
già da questo periodo è perfetto nella ritrattistica ed
eccellente nella trasfigurazione e nell'idealizzazione, come
testimoniano i ritratti di Agnolo Doni e della moglie
Maddalena Strozzi (Palazzo Pitti), dove tuttavia è molto
forte l'influsso leonardesco per il taglio simile a quello della
Gioconda; infatti Raffaello introduce le mani in entrambi i
ritratti, che, delineate con stupenda eleganza, conferiscono un
alto valore estetico alle due opere. In questi dipinti Raffaello
predilige soprattutto esprimere le sue umane caratteristiche
nella figura, che diventa imponente con lo sguardo fermo e
consapevole dell'ottima reputazione e del valore nel proprio
rango sociale. Maddalena Strozzi viene rappresentata in un
sontuoso vestito ed adornata da splendidi gioielli attestanti le
sue alte virtù. L'elegante collana portata con orgoglio è un
gioiello nel quale sono montate tre pietre differenti con
precisi significati: la forza del rubino, la castità dello
smeraldo e la purezza dello zaffiro.
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Raffaello: Ritratto di Agnolo Doni
(Palazzo Pitti) |
Raffaello: Maddalena Strozzi (Palazzo
Pitti) |
Con la sua straordinaria proprietà di
assimilazione, Raffaello – ispirandosi all'Antico per la
struttura compositiva ed a Michelangelo per la realizzazione
di forti effetti plastici – colloca le masse in contrapposizione
e raffina la sua ricerca nell'anatomia come evidenzia la
Deposizione (realizzata nel 1507 ed attualmente nella Galleria
Borghese, Roma). Questo è uno dei tanti periodi in cui Roma
richiama artisti da ogni parte della nostra penisola, per cui
anche Raffaello vi mette piede come già lo precedette il suo
conterraneo Bramante: papa Giulio II gli commissiona la
decorazione di quattro stanze del Palazzo Vaticano.
Da questo momento il linguaggio di
Raffaello assume un nuovo aspetto sia nei quadri da cavalletto
che nelle grandi opere di affresco: la grazia e l'eleganza
vengono sostituite da energica pienezza visibile
nella Madonna di
Foligno (1512), ricca di armoniose variazioni cromatiche alla
maniera dei pittori veneti del suo periodo, e nella bellissima
Madonna della Seggiola (1513, Palazzo Pitti) strutturalmente
adeguata, come le altre Madonne del periodo fiorentino, alla
forma rotonda del supporto, dove crea andamenti ritmici
circolari. L'eleganza formale è sostenuta da una struttura
compositiva geometrica impostata su curve e controcurve.
Così nella ritrattistica, dove Raffaello puntualizza
finemente non soltanto l'aspetto esteriore ma
anche quello psicologico, vengono idealizzate le migliori virtù
del personaggio raffigurato avvalendosi della variazione
cromatica. A questa serie di ritratti appartengono Tommaso
Inghirami (Boston, Museo di Gardner) in abito talare di un
rosso infuocato; Baldassarre Castiglione (Louvre), un
tranquillo nobiluomo; la Velata (Palazzo Pitti)
raffigurata con una tonalità calda, intensa e voluttuosa.
In Raffaello, quello che avviene nella pittura da cavalletto,
avviene anche nelle grandi opere di affresco, specialmente in
quelle commissionate da papa Giulio II per la decorazione delle
quattro stanze del Palazzo Vaticano. Qui egli enfatizza il credo
cristiano con un pregiatissimo classicismo, nel rispetto di quei
concetti dottrinali già tanto cari al Primo Rinascimento.
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Ritratto di Baldassar Castiglione,
Parigi Louvre (cm. 67) |
La velata, Firenze Palazzo Pitti
(cm. 64) |