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Il Tiepolo: Il ratto d'Europa
I percorsi storici esterni dei quattro dipinti sono diversi: quello in esame, insieme al "Diana e Atteone", venne acquistato dai conti Agosti di Belluno nel 1898, mentre "Diana e Callisto" e "Apollo e Marsia" dai conti Capponi nel 1907, sempre di Belluno. Il ciclo pittorico era attribuito a Sebastiano Ricci fino a quando, nel 1922, dopo una prima timida ipotesi dello Schlosser [1922], il Voss ["KK" 1922] lo segnalò come lavoro giovanile del Tiepolo, con il pieno appoggio della critica ufficiale. L'aggressività della struttura compositiva lasciò presupporre al Fiocco ["RDV” 1929] che si trattasse del pittore Francesco Fontebasso (Venezia, 1707 – Venezia, 1769), consueto a cromatismi vigorosi e pesanti, ma verosimilmente soltanto Giambattista poteva porre con tale variazione tonale – nei motivi – e con altrettanta disinvolta fluidità – nei raggruppamenti – una così pregiata stesura pittorica. Una forte peculiarità si evidenzia nella tipologia oltre che nella struttura solida ed elastica delle figure femminili. Nonostante i danni subiti e le conseguenti variazioni "da restauri", il cromatismo di queste quattro opere costruisce con grande maestria le forme enfaticamente illuminate e ricche di contrasto.
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