|
|
||||||||||||||||||
Il Trionfo di Vulcano
Il Cunsolo (1966) scrive: "Atmosfera diabolica, la più cupa, terrificante ed aspra. Il sentimento umano partecipa di un elemento ultra terreno pauroso e sinistro, che ci trasporta nell'oscurità, profonda nebulosità dell'Inferno dantesco". L'Argan (1968) annota: "il motivo dominante della sua poetica è il movimento: non il movimento localizzato nel gesto e caratterizzante dell'azione, ma un movimento come animazione o attivazione dell'immagine. Non è un movimento che susciti spazio, ma soltanto altre immagini, vicine o lontane, affini o dissimili: con un indiavolato gusto dell'episodio, che però non è il fatto visto e annotato, ma l'immagine fulmineamente apparsa alla mente e subito soverchiata da un'altra che le succede e quasi le si sovrappone".
|
|
|||||||||||||||||